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Psilla Lerp a Fiumicino
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Chiesto lo stato di calamità naturale per gli apicoltori

Il killer del miele avanza. E’ stato protocollato, infatti, un ordine del giorno, a firma del consigliere comunale del Pd Silvano Zorzi, per impegnare l’amministrazione di Fiumicino a intraprendere, immediatamente, l’iter per lo stato di calamità naturale e lo sblocco dei fondi in favore degli apicoltori colpiti dallo Psilla Lerp, il “punteruolo” dell’Eucaliptus che ha messo in ginocchio l’intera produzione di miele nel Comune di Fiumicino. Si tratta del primo atto concreto dopo il tavolo tecnico organizzato dal consigliere Pd Silvano Zorzi, al quale hanno partecipato l’assessore all’ambiente, Gino Percoco, e una delegazione degli apicoltori della zona di Maccarese e Fiumicino.

«L’incontro – ha sottolineato Zorzi - è stato proficuo e ci ha permesso di stilare una sorta di crono programma per intervenire tempestivamente e aiutare gli apicoltori della zona. Purtroppo quest’anno la produzione di miele sarà pari a zero e il prossimo anno non andrà meglio. Ringrazio l’assessore Gino Percoco che ha accolto in toto le richieste scaturite dal tavolo e dal Pd locale». A settembre sono previsti vari incontri. «Riunioni – spiega ancora Zorzi - in cui verranno coinvolti gli assessorati regionali e provinciali competenti, per avviare l’iter dello sblocco dei fondi destinati allo stato di calamità naturale, per il quale ho presentato un ordine del giorno che sollecita l’amministrazione comunale a fare altrettanto e avviare tutte le procedure il prima possibile». Ci saranno anche altri incontri per discutere con alcuni tecnici delle università della Tuscia e di Tor Vergata e per fare con loro il punto della situazione. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza ambientale. Al problema del punteruolo rosso che ha falcidiato l’intero patrimonio comunale di palme, ora si aggiunge anche il problema dello Psilla Lerp. Questi due insetti, oltre a mettere in pericolo la produzione di miele, rischiano di distruggere i pini secolari di cui Fiumicino è ricca. Nella parte adriatica questo tandem ha raso al suolo decine e decine di ettari di pineta. Purtroppo i rimedi sono ancora lontani e in fase sperimentale. L’unica soluzione sono fondi tampone in attesa che si riesca a debellare una tale piaga. Soldi che permettano ai produttori di miele di non fallire, perdendo così non solo uno dei settori più importanti del Comune, ma anche un patrimonio naturalistico, fondamentale per l’ecosistema, come le api. Gli apicoltori, i veri guardiani dell’ambiente, hanno subìto un danno ingente. Non si può far finta di nulla.
 
(by Agronline)