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UN CONVEGNO NON DEMOCRATICO
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Riceviamo e gentilmente pubblichiamo.


UN CONVEGNO NON DEMOCRATICO
della Federazione Apicoltori Italiani

Al convegno Apeparchi della F.A.I., svoltosi a L’Aquila il 3 settembre 2006, non sono stati ammessi interventi da parte degli apicoltori associati.
Hanno parlato relatori dell’Università di Tor Vergata, un esperto degli aspetti fiscali ed il Presidente dell’A.R.A.L. (Associazione Regionale Apicoltori Laziale).
Dopo aver riempito il previsto modulo per la richiesta di intervento, un apicoltore rappresentante dell’Associazione Italia Nostra, che era latore di una informativa su una ricerca effettuata dalla I.S.Z.A. (Istituto Sperimentale di Zoologia Agraria) sezione apicoltura e dei saluti, sia dell’I.S.Z.A. che di Italia Nostra, si è visto negare la possibilità di parlare dal Presidente della F.A.I., Dott. Cirone.
La ricerca condotta dall’Istituto di Zoologia Agraria, diretto dalla Dott.ssa Livia Persano Oddo, autore del miglior testo sulla flora nettarifera, è importante perché è servita a valutare le potenzialità mellifere del Parco dei Monti Lucretili e della Riserva Naturale di Monte Catillo, e per valutare la possibilità di produrre miele monoflora di Styrax Officinalis, che è una pianta molto rara, presente solo in questa zona, e che dà un prodotto particolarmente pregiato.
Fra l’altro era l’unico intervento, in tema di produttività nei parchi, del convegno.
La motivazione è stata, che erano ammesse solo domande; così non si sono potuti informare gli apicoltori convenuti sulla ricerca effettuata.
Oltre a ciò il Dott. Cirone ha tentato di ottenere la copia della relazione scientifica riservata dell’Istituto di Zoologia Agraria, personalmente e tramite un altro membro della F.A.I., tentando di approfittare del fatto che il Sig. Zauli di Italia Nostra ne era in possesso per l’intervento che avrebbe dovuto fare.
Nei sistemi democratici vale la regola di lasciar parlare e scegliere dopo, fra ciò che si è detto, ciò che si recepisce e ciò che si respinge, se c’è qualcosa da respingere.
Nei sistemi autoritari le opportunità sono ridotte dai limiti di chi sta al vertice, non consentendo a tutti di esprimersi.
Ciò spezza i delicati meccanismi di collaborazione sinergica che si attivano consentendo la partecipazione di tutti, in modo da poter ottenere da tutti un apporto: ciò è un valore importante della democrazia.
Poiché siamo in un paese democratico, chi usa metodi autoritari è fuori dalle regole, che devono essere democratiche.
Questo è un appello perché se ne tenga conto in futuro, scegliendo metodi e rappresentanti democratici.


8 settembre 2006

Augusto Zauli
Vice Presidente
della Sezione Aniene e Monti Lucretili
Italia Nostra
 
(by Italia Nostra)