Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
Miele: si scommette su un’annata molto dolce
[Torna all'indice generale]
  
Passato il periodo invernale, sostanzialmente equilibrato, gli apicoltori sono fiduciosi per l’andamento stagionale primaverile e per l’estate che, in certe giornate, sembra già arrivata con largo anticipo. L’inverno, infatti, ha avuto diversi periodi caldi e soleggiati che hanno permesso alle api di effettuare voli di purificazione. La maggior attività delle famiglie ha portato a un più elevato consumo di scorte e gli apicoltori più attenti hanno, comunque, evitato il problema di possibili carestie sostenendo le famiglie con l’alimentazione di integrazione delle scorte o con quella di soccorso a fine inverno

«Chiuso gradualmente il periodo freddo - spiega Giampaolo Palmieri, Presidente dell’Associazione che raggruppa i produttori apistici - le fioriture primaverili 2011 hanno adesso una buona regolarità. A gennaio, c’era il nocciolo che è una importante fonte di polline. Poi, da fine gennaio – inizio febbraio si sono affiancate anche le fioriture nettarifere come la Veronica, il Senecio. A febbraio sono entrate in fioritura alcune specie della famiglia dei salici, una fonte pollinifera importantissima per sostenere la crescita, divenuta ora molto significativa, della covata». Da considerare anche il clima. Sentiamo sempre Palmieri.
«Sono state poche le giornate di pioggia registrate a marzo, ma sono risultate molto utili per apportare umidità al terreno che, in alcuni luoghi, incominciava a scarseggiare. Queste piogge, e l’ulteriore aumento delle temperature, hanno dato il via alla serie delle fioriture di arbusti e piante arboree che ci “fanno sentire” la primavera. Il pesco e l’albicocco hanno offerto le prime fioriture dei fruttiferi mentre la bella fioritura dei ciliegi ornamentali ci hanno offerto l’imminenza del risveglio del bosco con quella del ciliegio selvatico».
Dunque – chiediamo – ci sono buone speranze per la produzione 2011? «Viste le premesse, sono ottimista. Le famiglie di api rispondono a questo quadro generale, in marzo le covate hanno avuto una crescita molto consistente: le api vecchie, quelle invernali, sono state sostituite da quelle nate nel 2011. Un passaggio generazionale naturale, ma anche una fase delicata che è passata bene e quindi le famiglie non hanno avuto battute d’arresto nel loro sviluppo. Gli apicoltori hanno da tempo completato le visite che sono in genere molto approfondite e non esenti da qualche brutta sorpresa: un caso di peste, una carica di Varroa più alta del dovuto ecc. Raccomando perciò a tutti di contattare i nostri tecnici i questi casi. La visita primaverile è anche l’occasione per una pulizia approfondita degli alveari: pulizia e igiene sono i più efficaci metodi per combattere le patologie degli alveari e ottenere risultati lusinghieri». Il periodo della fioritura, infine, sta dando soddisfazioni ai frutticoltori e agli apicoltori. Infatti, da qualche anno è in corso una attiva collaborazione permettendo l’impollinazione grazie all’attività delle api. Particolarmente ricca è stata la fioritura del melo ormai terminata nei distretti frutticoli di Ponte e di Villa di Tirano ed è ancora in corso in Alta Valle, nel distretto di Lovero.

C’è stata qualche morìa come negli anni scorsi? «Fino ad ora non si sono rilevati problemi, anche perché i frutticoltori organizzati in cooperative e associazioni hanno prestato molta attenzione ai trattamenti che potrebbero danneggiare le api; così il Servizio di impollinazione frutteti ha funzionato bene, con la reciproca soddisfazione dei frutticoltori e degli apicoltori. Importante anche la presenza di altre fioriture che in primavera costellano i versanti delle montagne: particolarmente significativa la fioritura dei ciliegi selvatici che è pienamente attiva intorno ai 1.000 m, mentre nel fondovalle risulta ancora interessante e ricca quella dei salici. Sulle sponde del Lago di Como, all’inizio della Valchiavenna (fino a Prata) e in Valtellina (in sponda retica, fino alla Colma di Dazio) è in fioritura l’erica arborea, essenza che conferisce un sapore molto apprezzato al miele primaverile: un sapore vagamente di liquerizia. Le piante di Robinia si stanno preparando alla fioritura, con un anticipo veramente consistente sui tempi classici».
 
(by Il Giorno di Paride Dioli)