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Miele: l'etichetta dice se è di api italiane
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La Coldiretti sottolinea che su tre vasetti in vendita due sono d\'importazione.

Arriva da Coldiretti un allarme sulla qualità e sulla quantità del miele d'importazione: su tre vasetti venduti in Italia, due arrivano dall'estero. Il miele estero presente sul mercato nazionale sarà pari nel 2006 a circa il doppio della produzione Made in Italy, per effetto della spinta determinante alla crescita nelle importazioni - soprattutto dall' Argentina - che rappresenta ormai ben in due terzi della produzione proveniente dall'estero, ma anche del raddoppio degli arrivi in Italia di miele asiatico, tutto di origine cinese. E' quanto stima la Coldiretti sulla base dei dati nel commercio estero dell'Istat che evidenziano un aumento del 12 per cento nelle importazioni nei primi cinque mesi dell'anno.
Mentre le previsioni dell'Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (UNAAPI) stimano una produzione nazionale di 7-8mila tonnellate a causa di un calo nella produzione nazionale dovuto all'andamento climatico anomalo.
Se sul mercato nazionale due barattoli su tre vengono dall'estero aumenta il rischio - sottolinea la Coldiretti - di acquistare miele proveniente dalla Cina o da altri Paesi dopo gli allarmi lanciati sulla possibile presenza nei mieli di importazione di contaminazioni da antibiotici tossici. Per questo occorre verificare che nell'etichetta sia riportata la parola Italia che deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale. Per i consumatori che ne acquistano circa 400 grammi a testa all'anno, prestare attenzione all'etichetta - precisa Coldiretti - aiuta a compiere scelte consapevoli e a non cadere nella trappola del falso Made in Italy con i conseguenti rischi per la salute ma serve anche a valorizzare il lavoro svolto da circa 55 miliardi di api nazionali che offrono una produzione stimata sulle 7-8mila tonnellate e garantita per qualità e standard igienico-sanitari, grazie all'impegno di 7.500 apicoltori nazionali professionali con oltre un milione di alveari.
La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta - spiega la Coldiretti - deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE"

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I dati che ci arrivano dalla Coldiretti sono, a dir poco allarmanti. Ne va della credibilità del mercato interno ed è messa in gioco la credibilità e la sopravvivenza dell’Azienda Italia che produce miele. Eppure c’è qualcuno, chissà dove avrà ricavato i dati, esponente di una Associazione apistica che dice che tutto va per il meglio. Grazie Basaglia: visto che si dice da parte della summenzionata Associazione che il problema antibiotici è superato. Le favole, quelle belle e a lieto fine, sono solo quelle che si raccontano ai bambini.
 
(by Apitalia)