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Gli Oscar del miele al Levante
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Nell’oscar del miele i produttori del Levante, e in particolare quelli che operano nel territorio del Parco dell’Aveto (Liguria), hanno letteralmente sbaragliato la concorrenza. Su 36 premi “tre api d’oro” assegnati su tutto il territorio della Liguria, 12 sono nettari preparati dagli apicoltori dell’entroterra del Levante.
A loro vanno aggiunti i 4 premiati del Monte di Portofino. Tra l’altro, dal punto di vista numerico, i campioni dell’Aveto erano in minoranza: su 96 gli apicoltori ammessi alla fase finale, che si è conclusa ieri a Torriglia, solo 16 erano dell’Aveto. Dunque, gli apicoltori levantini hanno rappresentato un sesto dei partecipanti ma quasi la metà dei supercampioni.

L’elenco dei campionissimi inizia da Flavio Maggiolo di Rezzoaglio che ha ottenuto addirittura tre api d’oro per tre diversi mieli: melata, millefiori, robinia. Due premi, con il massimo del punteggio, per Silvana Rossi di Ne: robinia e millefiori. Un “Oscar” ciascuno per Nicola Spinetto (robinia), Giuliano Monteverde (robinia), Bruna Bonino (robinia) Alfonso Barattini (millefiori primaverile), Ilario Fiorenzo Trentin (robinia), Auro Focacci (millefiori) e Gianluigi Brizzolara (robinia). Come appare dall’elenco, il miele di maggior successo è risultato quello di robinia, un tipo di acacia, che è senza dubbio il più estesamente conosciuto ed apprezzato in Italia. Alla base del suo successo sono le caratteristiche peculiari: colore chiaro, stato fisico liquido, odore e sapore leggeri e delicati. L’odore è leggero, ricorda quello dei fiori o appena fruttato. Il sapore è decisamente dolce, con leggerissima acidità. L’aroma è molto delicato, tipicamente vanigliato, confettato, poco persistente e privo di retrogusto.
 
(by Il Secolo XIX - Edoardo Meoli)