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Falsità e calunnie
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Dopo la nota diffusa dalla Lega Nord (a parlare è l’Assessore regionale leghista dell’Emilia Romagna, Roberto Corradi) sul “Piano triennale per la tutela dell’apicoltura in Emilia Romagna” nella quale si accusavano l’Assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, e Gianfranco Naldi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale della Produzione e del Mercato del Miele, di utilizzare in modo non proprio trasparente un finanziamento di oltre 2 milioni di euro destinato all’apicoltura, come promesso (vedi www.apitalia.net), abbiamo sentito Gianfranco Naldi. La sua posizione? Parla di affermazioni false e calunniose da parte del Consigliere regionale leghista dell’Emilia-Romagna Roberto Corradi. Parla di accuse volgari e prive di fondamento, che non meritano una vera e propria risposta.
Naldi ci dice, poi, che l’Osservatorio ha scelto di non emettere un proprio comunicato dato che preferisce lasciare alla forza dei fatti e dei numeri la capacità di testimonianza e di dissuasione contro l’imbarbarimento della politica e la superficialità di certa stampa, fortunatamente minoritaria, che ha dato grande risalto alla cosa.
Noi di Apitalia, per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda, alleghiamo la dichiarazione dell’Assessore Rabboni; una nota dell’Osservatorio e il Regolamento del Concorso “Tre gocce d’oro”.
Rimaniamo a completa disposizione perché sulla “querelle” sia fatta definitiva chiarezza. E’ chiaro che alla Lega Nord spetta un’eventuale precisazione.



Un po’ di chiarezza
di Tiberio Rabboni

A proposito del Programma triennale regionale per l’apicoltura e di chi “pappa” i soldi i consiglieri regionali della Lega Nord dicono cose assolutamente non vere.
La riprova è nel fatto che il programma presentato dalla Regione è stato preventivamente concordato con tutti i rappresentanti degli apicoltori, dopo numerose riunioni. Dunque, agli apicoltori il programma va bene. A nome di chi parlano i leghisti?
In secondo luogo, sostenere che Unione europea e Stato italiano hanno stanziato 2 milioni di euro è una pura invenzione. La cifra rappresenta, invece, il fabbisogno necessario per sostenere la azioni previste. Al momento, non si conosce, infatti, l’entità delle risorse effettivamente disponibili che, purtroppo, sarà certamente inferiore al fabbisogno. Inoltre, contrariamente a quanto si dice, il Programma non è e non può essere uno strumento per combattere la mortalità delle api. E’ invece uno strumento di sostegno alla apicoltura di qualità. E sì, perché la stragrande maggioranza della cifra richiesta è destinata all’acquisto di arnie, attrezzature e autocarri per il nomadismo, acquisto di presidi sanitari, alle analisi chimico – fisiche del miele ed al riacquisto di sciami. Infine, è una squallida mistificazione l’affermazione secondo la quale «a papparsi “la pappa reale” degli oltre 2 milioni stanziati dallo Stato e dalla Cee sarà l’Osservatorio Nazionale del Miele con sede a Castel San Pietro Terme». Negli scorsi anni l’Osservatorio ha ricevuto dalla Regione non più di 48.000 euro per le sue numerose attività. Altro che “pappa!” I leghisti denigratori, evidentemente, sono in disaccordo con il loro ex-ministro dell’agricoltura, Luca Zaia, che lo scorso anno si è rivolto proprio all’Osservatorio di Castel San Pietro Terme per avere il necessario supporto alla decisione di messa al bando dei concianti del mais. E forse non sanno che da anni lo stesso ministero dell’Agricoltura cofinanzia le attività dell’Osservatorio con cifre ben maggiori rispetto a quelle della Regione. Questi i fatti. Tutto il resto è invenzione, chiacchiericcio privo di fondamento.
 
(by Apitalia)
 
 
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