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Strage di api nel Basso Piave
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SAN DONA’. Morìa di api, l’allarme degli apicoltori del basso Piave dopo che migliaia di insetti sono stati trovati morti negli apiari. Il loro coordinatore, Italo De Pieri, teme che siano stati utilizzati trattamenti per i frutteti che hanno causato la morte delle api. Solo nei suoi alveari in golena, vicino all’ex cinema Cristallo, ne sono morte oltre centomila.

De Pieri, che ha la maggior parte delle arnie nella sua casa in via Mussetta di Sopra 43, non ha mai visto una morìa simile da quando ha iniziato la sua attività nel 1948, diventando uno dei più esperti apicoltori del Veneto, con una notevole produzione di miele, polline, propoli, pappa reale e cera d’api. Ha già presentato una denuncia contro ignoti, mentre alcune delle api morte sono state inviate all’istituto zooprofilattico di Padova per capire se sia possibile risalire alle cause di questa straordinaria e preoccupante moria. «In questi casi - spiega De Pieri - è possibile effettivamente che la causa possano essere i trattamenti degli alberi da frutto in qualche zona non molto lontana dall’apiario della golena.

Il mio sospetto è che possa essere avvenuto oltre il Piave, verso la sponda di Musile. Così almeno sembrerebbe sulla base delle prime sommarie verifiche. Resta il fatto - aggiunge l’apicoltore - che oltre 100 mila api sono morte in questa zona del Basso Piave e ancora non se ne conosce la causa. Questo deve indurci a sospettare che qualcosa non vada bene in zona. Spesso vengono utilizzati dei trattamenti contro gli insetti nei frutteti, ma non vengono acquistati e usati i prodotti legali che non provocano disequilibri nell’ambiente».

«Per risparmiare - aggiunge - vengono usate altre sostanze chimiche che poi causano anche la morte delle api. Vedremo se la mia denuncia potrà determinare un’indagine accurata per scoprire che cosa sia accaduto e soprattutto fare in modo che questo non accada più, perché non rappresenta solo un danno per l’apicoltore, ma anche per l’ambiente».
 
(by La Nuova - Giovanni Cagnassi)