Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
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Nasce un’associazione veronese per gli apicoltori
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Tempo di sciamatura delle api dagli alveari. E dall’associazione regionale apicoltori è nata quella provinciale. «Per un rapporto più diretto con gli allevatori, gli agricoltori, gli amministratori e tutti i grandi problemi di questo settore della natura, utile quanto negletto dall’uomo», dice uno dei promotori, Dario Testi di Caprino. Su 850 apicoltori scaligeri le adesioni superano già il centinaio.
L’atto costitutivo del sodalizio, registrato all’Ufficio delle entrate di Soave, fissa i fini sociali, i propositi di: assistere la ricerca di materiali, prodotti e fornitori, informare sulle più aggiornate tecniche apistiche e sanitarie, promuovere nelle scuole la conoscenza del mondo dell’alveare e la sua importanza nell’apporto ai cicli naturali.
E ancora: diffondere il valore nutrizionale e salutistico dei prodotti dell’alveare (miele, propoli, pappa reale, polline e cera), organizzare corsi gratuiti di apicoltura per principianti e di aggiornamento per gli addetti, con particolare attenzione ai giovani, per un corretto esercizio dell’apicoltura. Oltre a partecipare a convegni, fiere e mercati.
Lo statuto della nuova Associazione provinciale apicoltori veronesi è firmato dai promotori: Elio Burato di Montecchio di Crosara, Graziano Corbellari di Tregnago, Bruno Damiani di Peschiera, Osvuoaldo Del Fabbro di Mezzane di Sotto, Giuseppe Magnaguagno di Terrossa di San Bonifacio, Luigi Mazzola e Dario Testi di Caprino, Antonio Zampieri di Verona e Luigi Giovanni Zenari di Lavagno. Presidente è Graziano Corbellari. Due i vice presidenti: Elio Burato e Bruno Damiano, economo e segretario Osvualdo Dal Fabbro, tre i consiglieri: Dario Testi, Luigi Mazzola e Giuseppe Magnaguagno.

Il sodalizio è aperto a quanti vogliano interessarsi di api
(segreteria: 045 8880565 - 3290810025; apicoltoriveronesi@libero.it)

Il tema dell’impollinazione nelle colture forzate sotto tendone di nylon vede gli agricoltori impiegare le api, senza regina (sono come pronubi dei fiori maschili e femminili) per poi abbandonarle al loro destino, facendole diventare «bombe a orologeria» sul territorio. Di fronte a una realtà complessa, ricca d’interessi (le api sono indispensabili per l’impollinazione della piante fruttifere ma si continua a irrorare, anche in piena fioritura, con prodotti tossici per le api), l’Apav cercherà strategie contro la moria degli imenotteri. Poi, promuoverà la produzione di miele di qualità certificata, divulgandone il valore culturale e colturale e lottando contro l’uso subdolo di prodotti antiparassitari proibiti per legge.
La nuova associazione propone anche la semina di erbacee mellifere e la messa a dimora di alberi per l’agricoltura biologia integrata.
 
(by L’Arena)