Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
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Requiem per le api?
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Negli ultimi tempi l’apicoltura in Ticino e in Svizzera, come del resto anche nei paesi vicini, è colpita da molteplici problemi (malattie, avvelenamenti, pesticidi nei pollini e quant’altro) che causano la moria di colonie d’api. Stando ad un intervista rilasciata da Davide Conconi, neopresidente della Società ticinese di apicoltura, apparsa sulla stampa il 3 maggio scorso, per quanto riguarda il nostro cantone, «le perdite sono distribuite a macchia di leopardo, e sembrano interessare in modo particolare le giovani colonie». Sempre stando ai vertici della Società ticinese di apicoltura, «gli apicoltori sono preoccupati dal numero di colonie perse, sempre largamente superiore alla media».
I dati a disposizione che attestano la moria di api sono impressionanti per l’Europa dove l’allarme è scattato in ritardo di due anni rispetto agli Stati Uniti, in vigore sin dal 2006. A titolo d’esempio, negli USA è stata registrata una diminuzione pari al 25% del numero totale delle api bottinatrici negli ultimi inverni (si parla di decine di miliardi di api). Stessa percentuale di perdite anche per la Germania (25%), quando una cifra del 10% sarebbe considerata normale.
L’apicoltura è diventata un’attività molto difficile e le delusioni per l’estinzione durante l’inverno d’intere colonie senza nessun apparente motivo non migliorano la situazione. Per questo, un risvolto di queste difficoltà è la forte diminuzione (di circa la metà) degli apicoltori attivi sul suolo ticinese che si attestano oggi a circa 500 unità.
Oltre ad essere conosciute come fonte produttiva del miele, le api forniscono anche un altro servizio inestimabile: l’impollinazione di piante da frutta e verdura. Di conseguenza, la loro sparizione rappresenta un rischio grave per il nostro rifornimento di cibo naturale. Tra le cause di tali morie di api, i ricercatori americani hanno individuato diversi fattori, tra cui i virus, gli acari, l’esposizione chimica e la scarsa nutrizione .

Facendo uso delle facoltà previste dall’art. 142 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, formulo la seguente interrogazione:
1. Il problema è noto al Consiglio di Stato e alla sezione dell’agricoltura?
2. Se sì, con quali conseguenze per la produzione agricola in generale?
3. Le morìe di api stanno condizionando la produzione di miele e di frutta indigene?
4. Non intende il Governo effettuare una verifica della situazione negli allevamenti apistici del cantone? A questo proposito quale è lo scopo del formulario inviato di recente agli apicoltori ticinesi?
5. In caso di rilievo di episodi di spopolamento, non s’intende accertare le cause (mediante apposite analisi) virologiche, microbiologiche ed anche chimiche di questi eventi?
6. Quali provvedimenti si intendono prendere per eliminare o quantomeno contenere le cause che generano tali gravi situazioni?
7. Non si ritiene di riunire tutti gli elementi per un intervento cautelativo volto a facilitare la diffusione di prodotti non dannosi per l’apicoltura, anche mediante un’idonea informazione rivolta alle aziende agricole?
8. Sono previsti degli aiuti agli apicoltori i cui alveari sono stati colpiti da queste malattie, così da permettere la ripresa delle loro attività?
 
(by Ticino Libero - Luigi Canepa)