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Il progetto di ricerca Apenet: stato dell’arte e prospettive future
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Il progetto, nato a seguito delle esigenze espresse da parte degli apicoltori e delle loro associazioni di rappresentanza, intende fare luce sulle cause delle anomale morie di api, avvenute principalmente negli anni 2007 e 2008, ossia sulle cause della Ccd, sindrome da spopolamento degli alveari, che sembra avere origini multifattoriali. Inoltre, il progetto intende indagare il ruolo dei neonicotinoidi utilizzati per la concia del seme di mais, in relazione a tali morie.

Con decreto n. 19735/7303/2008, del 16 dicembre 2008, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha promosso e finanziato il progetto biennale di ricerca “Apenet: monitoraggio e ricerca in apicoltura”.

Il progetto, nato a seguito delle esigenze espresse da parte degli apicoltori e delle loro associazioni di rappresentanza, intende fare luce sulle cause delle anomale morie di api, avvenute principalmente negli anni 2007 e 2008, ossia sulle cause della Ccd (colony collapse disorder) sindrome da spopolamento degli alveari, che sembra avere origini multifattoriali. Inoltre, il progetto intende indagare il ruolo dei neonicotinoidi utilizzati per la concia del seme di mais in relazione a tali morie.

Con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 17 settembre 2008 (pubblicato sulla G.U. n. 221, del 20/09/2008) infatti, è stato sospeso per un anno l’uso dei neonicotinoidi come concianti del mais.

Le attività del progetto, coordinato dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), attraverso la propria Unità di ricerca in apicoltura e bachicoltura con sede in Bologna (Cra-Api), nella persona della Dott.ssa Anna Gloria Sabatini, prima e del Dr. Marco Lodesani, poi, sono iniziate nel 2009 e hanno visto il coinvolgimento di una serie di istituzioni scientifiche, da sempre coinvolte in ricerche in campo apistico nonché il coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse (regioni, associazioni apistiche, sementiere ed agro farmaceutiche) nella definizione dei protocolli e dello schema sperimentale del progetto stesso.

Il progetto si articola in sette schede di ricerca che riassumono le linee principali delle indagini su cui la ricerca focalizza le proprie attività. A fronte di due linee di ricerca a carattere orizzontale - “Creazione di una rete di monitoraggio nazionale per la valutazione dello stato di salute delle api nelle zone a rischio e nelle aree protette” (scheda 1) e “Valutazione delle effetto sinergico di più fattori nella salute delle api” (scheda 5) - che costituiscono, rispettivamente, le fondamenta ed il “tetto” di una struttura “a tempio greco”, ci sono 5 azioni a carattere verticale che traggono origine e si intersecano con le altre due -“Api e patologie” (scheda 2); “Studio della risposta immunitaria di Apis mellifera e sua modulazione da parte di agenti di stress biotico e abiotico” (scheda 3); “Biosistema e benessere delle colonie: valutazione degli effetti delle componenti micro e macro ambientali sul benessere delle colonie e loro influenza sullo sviluppo di patogeni” (scheda 4); “Api e agrofarmaci” (scheda 7); “Interventi finalizzati alla riduzione della dispersione di polveri durante la semina del mais conciato” (scheda 6).

I primi risultati del progetto non hanno escluso l’attribuzione della responsabilità delle morie ai principi attivi impiegati per la concia del seme di mais e pertanto, in applicazione del principio di precauzione ed al fine di replicare i risultati almeno per un’altra annualità e avere dei dati più certi, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, su input del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con Decreto del 14 settembre 2009 (pubblicato sulla G.U. n. 218, del 19/09/2009), ha prorogato la sospensiva all’uso dei neonicotinoidi impiegati nella concia dei semi di mais, fino al 20 settembre 2010.

Nei giorni 15 e 16 febbraio scorsi, presso il Cra-Api di Bologna, si è tenuto il convegno “Giornate Apenet: approfondimento e aggiornamento delle tematiche inerenti il progetto Apenet: monitoraggio e ricerca in apicoltura” durante il quale sono stati presentati i risultati conseguiti dal progetto nel suo complesso.

La prima giornata è stata dedicata all’illustrazione dei risultati conseguiti nella linea di ricerca “Creazione di una rete di monitoraggio nazionale per la valutazione dello stato di salute delle api nelle aree a rischio e nelle aree protette”. Si tratta di una delle due linee di ricerca a carattere orizzontale, nella fattispecie quella che costituisce la base dell’impianto progettuale, dalla quale traggono origine tutte le altre. A questo proposito è necessario precisare che la rete di monitoraggio ha visto l’adesione di quasi tutte le Regioni e Province italiane ad eccezione di Piemonte, Lombardia, e Friuli Venezia-Giulia, che però hanno condotto un’attività di monitoraggio parallela a quella della Rete nazionale con momenti di raccordo con quest’ultima.

La Rete nazionale è articolata in moduli regionali costituiti da 5 apiari composti ognuno da 10 alveari, dislocati sul territorio regionale a circa 50 km l’uno dagli altri, al fine di coprire un’area quanto più vasta possibile. Gli apiari in questione sono gestiti da apicoltori professionali, individuati attraverso le associazioni apistiche, che coadiuvano attivamente l’attività dei ricercatori coinvolti nel coordinamento della Rete di monitoraggio nazionale. Alcune Regioni, come la Toscana, hanno autonomamente deciso di aumentare i moduli previsti dal progetto nazionale, con risorse proprie, in modo da rendere ancora più capillare l’attività di monitoraggio fin dal primo anno (2009). Nel corso del 2010 altre Regioni hanno assunto la medesima determinazione aumentando i moduli Apenet con postazioni regionali (ad esempio, la Calabria).

Poiché tale attività riveste una particolare importanza in quanto, attraverso il monitoraggio e quindi la verifica dello stato di salute delle famiglie, è possibile attuare un monitoraggio ambientale preciso e diffuso, ma non è possibile garantirne la continuità attraverso un progetto di ricerca che, per sua natura, non può essere prolungato a tempo indeterminato, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a partire dal 2011, intende spostare le attività della Rete di monitoraggio nazionale sulle linee di finanziamento della Rete rurale nazionale, con il supporto di fondi regionali, al fine di creare un sistema integrato, condiviso e permanente.

Al termine della giornata è emerso che le Regioni, al momento organizzate con una propria rete di monitoraggio, sono intenzionate a confluire nella Rete di monitoraggio nazionale. Questo comporta la necessità di un sempre maggiore coordinamento delle regioni con il Ministero e la predisposizione di protocolli omogenei e condivisi.

Nella seconda giornata sono state illustrate le attività delle linee di ricerca “verticali”, con particolare attenzione alla scheda “effetti dei concianti del mais sulle api” comprendente le prove di dispersione delle polveri da seminatrici pneumatiche dotate di deflettore “double pipe”, e dell’altra linea di ricerca trasversale che ha il compito di evidenziare, qualora esistano, effetti sinergici tra le possibili cause indagate nell’ambito delle altre schede di ricerca, che possano essere imputate quali responsabili della Ccd.

Durante l’incontro è stata annunciata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ad ulteriore testimonianza che il progetto si configura come uno strumento d’indagine il più possibile obiettivo e funzionale alle esigenze di tutti i portatori di interesse (dagli apicoltori ai maiscoltori) la volontà di inserire in Apenet una nuova linea di ricerca che investighi, in maniera più mirata ed approfondita di quanto già fatto nel 2009, le possibili interazioni tra gli outbreaks di Diabrotica virgifera e l’utilizzo di seme di mais non conciato, rispetto a situazioni in cui è in uso quello conciato, sulla base delle mappe di rischio già predisposte dal progetto nel corso del primo anno.

In conclusione, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali hanno evidenziato come le attività del progetto Apenet collochino l’Italia all’avanguardia rispetto alle altre nazioni europee e ai nuovi orientamenti dell’Unione Europea attinenti le condizioni per l’autorizzazione all’impiego dei neonicotinoidi come concianti.
 
(by Alberto Masci)