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Stefano Fugazza
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Quando ho ricevuto l'email di un amico, sono andato subito a vedere www.piacenzasera.it speravo che non fosse vero ma invece no!
Stefano è stato un grande; fin dal tempo del liceo classico (eravamo compagni di banco) si mise in mostra per doti di "lettura" dei dipinti "fuori dal comune".
Poi, io a Udine e lui a Piacenza, ci siamo persi di vista per rivederci, dopo anni, per collaborare per il mio "viaggio" (L'ape nell'arte) che sta uscendo a puntate su Apitalia, una rivista nazionale per apicoltori.
Le prime tappe sono frutto del suo aiuto.
Prego per lui.

Da www.piacenzasera.it
E' scomparso questa notte dopo una lunga malattia Stefano Fugazza, direttore della Galleria d'Arte Ricci Oddi. Persona riservata e di grande cultura era uno dei pochi animatori culturali della nostra città. Lascia la moglie e tre figli. I funerali si terranno giovedì mattina alle 10 e 30 in Duomo. Alla famiglia le condoglianze della redazione.

Biografia
Stefano Fugazza (Cantone di Agazzano, Piacenza, 1955-Piacenza, 2009), laureato in Storia dell'arte a Pavia con Rossana Bossaglia e in seguito specializzato a Milano, è stato direttore della Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza dal 1993 al 2009. Si occupava di arte figurativa, anche nei suoi rapporti con la letteratura degli ultimi due secoli. Tra i suoi libri: Simbolismo (Mondadori, 1991), I pompiers. Il volto accademico del Romanticismo (Ilisso, 1992), vari cataloghi di mostre e monografie su singoli artisti. Nel 2006 aveva fondato e dirigeva insieme a Gabriele Dadati la rivista di letteratura e arte «Ore piccole».

Il ricordo dell'amico e collaboratore Gabriele Dadati
"La scomparsa di Stefano è una grave perdita per tutta la città e per la cultura italiana. Era un uomo molto umile, di grande bontà e generosità, di una cultura straordinaria, e che era riuscito a fare cose molto importanti nel suo settore, dove era molto stimato, cosa singolare in un mondo non facile come quello della storia dell'arte - racconta a PiacenzaSera.it l'amico scrittore Gabriele Dadati -. Il tratto distintivo della sua personalità era l'essere incredibilmente curioso, delle persone, del cibo, dei posti. Del mondo e della vita. Memorizzava tutto: nel suo lavoro, amava ripetere, la cosa più importante era la verità, che veniva prima della bellezza. Da qui il suo rigore professionale, la sua grande attenzione per l'analisi storica, il verificare ogni singolo dettaglio e il controllare continuamente i suoi scritti e i suoi saggi. Le sue giornate di lavoro iniziavano alla mattina presto per poi durare fino a tardi. Amava tantissimo la lettura, ed era in grado di leggere 3 libri alla settimana, aiutato da una memoria veramente prodigiosa.
 
(by Renzo Barbattini)