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Resta sospensione pesticidi
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Confermata la sospensione dell’uso dei pesticidi che usano molecole neurotossiche pericolose per le api. Il braccio di ferro tra associazioni degli apicoltori e i produttori di pesticidi ha registrato in questi giorni una nuova puntata. A seguito di un decreto del ministero della salute del settembre scorso che accoglieva alcune istanze degli apicoltori, i produttori di fitofarmaci in prima linea le multinazionali Bayer, Sygenta e Basf hanno presentato un ricorso. Durante le vacanze di Natale il Consiglio di Stato è intervenuto con un’ordinanza segnando una nuova tappa della battaglia fra apicoltori, ambientalisti da un alto e multinazionali dall’altro. Con l’Ordinanza del 19 dicembre scorso il giudice amministrativo ha imposto all’Amministrazione (cioè al Ministero Competente) l’obbligo di fissare ‘‘immediatamente’’ un termine congruo alla sospensione. In mancanza di tale termine, infatti, il decreto di sospensione risulta illegittimo. Inoltre la Corte dei Conti ha stabilito che il termine deve essere fissato ‘‘tenendo conto delle conoscenze acquisite alla luce delle esperienze maturate negli altri Paesi che hanno affrontato analoghi problemi di moria delle api’’. Il pronunciamento dei giudici sembra essere stato apprezzato da entrambe le parti. Agrofarma (che rappresenta le industrie produttrici di agrofarmaci, fra cui le tre multinazioanli ricorrenti) apprezza l’imposizione di un termine alla sospensione e di dice ‘‘disponibile a collaborare per individuare le reali cause’’ della moria delle api. L’Unaapi (Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani) mentre sottolinea che la mancata fissazione di un termine è un semplice errore materiale e che ‘‘fissato un termine questo potrà essere prorogato’’, sottolinea come in Francia i giudici amministrativi hanno già autorizzato la sospensione all’uso dei neurotossici e neonicotinoidi. ‘‘Se la dose è alta - ha spiegato Francesco Panella, presidente dell’Unaapi, l’Unione Nazionale - le api muoiono, se la dose e’ sub letale, gli insetti non sono più in grado di tornare all’alveare e perdono l’orientamento’’. Agrofarma da parte sua coglie l’occasione per sollecitare l’applicazione delle misure di precauzione da loro proposte, che ‘‘consentono di coniugare le necessarie garanzie per gli apicoltori con le esigenze di difesa delle colture italiane contro i parassiti che mettono a rischio la produzione agricola’’. In particolare: ‘‘introduzione di un test obbligatorio per le ditte sementiere per garantire il rispetto di un limite di polverosità del seme conciato e modifiche alle seminatrici pneumatiche per ridurre al massimo la dispersione di polveri’’. Cinquantamila alveari contaminati, dimezzata la popolazione delle api sul territorio nazionale con una perdita di produzione di miele che varia dal 40 al 60% per un danno economico stimato dagli apicoltori italiani per 250 milioni di euro. Sono questi i pesanti numeri causati in Italia della moria delle api provocata dalle nuove molecole neurotossiche usate sempre di più nelle coltivazioni attraverso i pesticidi.
 
(by ANSA)