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Il mondo delle api a misura d'uomo
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ZzZzZzZ… niente più ronzio se non salviamo le api
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Niente più ronzio, miele e fiori se non iniziamo a difendere le nostre api! La raccolta del miele è stata praticata per millenni in Europa. Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al sesto millennio AC circa, e le ultime?
Secondo gli storici furono gli egiziani che per primi impararono ad addomesticare le api selvatiche, ma oggi giorno il riscaldamento climatico e le moderne fabbriche stanno facendo sparire il prezioso nettare e le sue operaie. I deputati hanno richiesto alla Commissione europea di agire prontamente in difesa delle api.

Albert Einstein aveva avvertito che se “le api spariranno, la specie umana ne seguirà l’esodo poco dopo”. Neil Parish, eurodeputata inglese e presidente della commissione parlamentare agricoltura che ha redatto la risoluzione, si è rifatta alle parole del più famoso tra i fisici per illuminare il problema: “se continueremo a non occuparci della popolazione delle api, ci saranno delle ripercussioni enorme sul nostro già instabile equilibrio della catena alimentare”.

Dolce come il miele ci sei solo tu

“L’unica ragione, a mio avviso, per essere un’ape è fare il miele e l’unica ragione per fare il miele è che così io lo posso mangiare”, ma per quanto ancora l’orsetto goloso Winnie the Pooh potrà mangiare il suo amato miele? Gli scienziati hanno estimato che il 76% della produzione di cibo diretto al consumo umano dipende dal settore dell’apicoltura e che l’84% dei vegetali coltivati in europa dipendono dall’impollinazione. Dunque non sarà solo il miele a mancare sulle nostre tavole se non agiamo in fretta, e gli innamorati? Si dovranno accontentare di un “dolce come lo zucchero ci sei solo tu”.

Bee movie, non solo un cartone

Sembra una scena dall’ultimo film di animazione di Steve Hickner, Simon J. Smith “Bee movie” dove api parlanti smettono di impollinare i fiori e tutto il Central Park appassisce, eppure potrebbe essere la drammatica foto di un prossimo futuro non solo per il Central Park. Se le api smettessero di ronzare da un fiore all’altro non trasporterebbero il polline ai pistilli degli altri fiori e non avverrebbe più l’impollinazione incrociata (che permette la combinazione delle specie e garantisce la biodiversità del regno floreale). Nel film l’ape Barry capisce che senza l’impollinazione i fiori e tutta la vita vegetale sarebbe destinata a morire così come tutta la vita sulla Terra vista la mancata produzione di ossigeno. Gli eurodeputati hanno capito il rischio che stiamo correndo e hanno iniziato a reagire.

Non c’è accordo nel mondo scientifico sulle ragioni della graduale estinzione delle api, in ogni caso le cause sono state identificate in: trasporti troppo lunghi delle api, pesticidi, mancanza di differenze genetiche, cambiamento climatico e dell’ambiente, campo magnetico originato dai tralicci elettrici e dai cellulari.

Sempre secondo Parish, “dobbiamo investire di più nella ricerca delle cause della graduale estinzione delle api così da poter agire prontamente. Fallire oggi, potrebbe voler dire una catastrofe domani”.

Le api hanno fame

Le monoculture troppo estese rendono difficile per le api trovare abbastanza nettare per alimentarsi. Per agire contro il “mal nutrimento” delle piccole operaie gialle e nere gli eurodeputati hanno proposto di creare una zona di recupero nelle grandi zone di semina. Le zone, dove cresceranno piante ricche di nettare, potrebbero essere create in quelle zone del terreno che sono più difficili da coltivare, si legge nella bozza preparatoria alla relazione della Commissione agricola.

In plenaria, Mercoledì 19 vovembre, gli eurodeputati chiederanno alla Commissione di legiferare sul settore dell’apicoltura per proteggere le nostre piccole amiche, o niente più pane burro e miele a colazione!
 
(by Parlamento Europeo – Commissione AMBIENTE)