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Il mondo delle api a misura d'uomo
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Gentile Redazione di APITALIA

Carissima Redazione,
è doveroso un ringraziamento per l’attenzione e la disponibilità che ci concedete.
In questa fase di intenso lavoro è stato fondamentale per l’A.N.A.I. lo spazio che ci avete concesso.

Vorrei, una volta per tutte, chiarire la posizione che A.N.A.I. (Associazione Nazionale Apicoltori Italiani) ha sempre avuto e che è stata sancita dall’Assemblea Straordinaria che si è svolta a Santallago, Pisa, il giorno 8 Novembre 2008.
Siamo nettamente contrari all’utilizzo degli antibiotici e lo abbiamo scritto anche nel documento predisposto per il Ministro, per i seguenti motivi:
1) E’ vietato il loro utilizzo dalle leggi vigenti
2) Gli antibiotici hanno un’azione batteriostatica e non battericida, alla luce del fatto che quelli che qualcuno riusciva a reperire non erano specifici per le patologie dell’alveare.
Vorrei con questi due punti chiudere la “querelle” che qualcuno cerca di imbastire per pescare nel torbido ed accusarci di essere quello che non siamo.
Voglio qui chiudere definitivamente il capitolo antibiotici, un fenomeno che nel breve andrà a ridursi drasticamente, ma è fondamentale il ruolo delle associazioni per tale azione. Siamo dell’idea che qualora ce ne fosse bisogno dovranno essere gli organismi preposti a fornirci gli strumenti idonei in armonia con le leggi e nel rispetto della salute dei consumatori.
Ognuno deve lavorare nell’ambito delle proprie competenze.
Ci confortano i dati che sono in nostro possesso: è in netto calo l’utilizzo di sostanze non consentite da parte degli apicoltori. Questa azione andava intrapresa prima e non arrivare ad oggi colpiti da sanzioni pesanti a seguito dei rilievi ispettivi.

E’ da tempo che chiediamo un allineamento delle performance di tutti i laboratori (sia quelli pubblici che quelli privati ) in modo che sia possibile, da parte degli apicoltori, attuare l’autocontrollo e sul piano della concorrenza fruire di costi più competitivi.

LA NOSTRA SPERANZA E’ CHE DA PARTE DELLE AUTORITA’ ( Ministeri competenti ) SIA DATA UNA RISPOSTA ALLA NOSTRA RICHIESTA IN TEMPI RAPIDI.
Ho voluto sottolineare e visualizzare, attraverso la progressione matematica le dimensioni dell’unità di misura in questione per far capire in modo semplice quanto è abnorme il rapporto tra l’infrazione rilevabile e la sanzione che viene applicata; i non addetti ai lavori non tengono conto che le api volano e pertanto spesso le possibili positività possono essere dovute ad azioni estranee al lavoro dell’apicoltore.
E’ di queste ultime ore la notizia del ricorso al TAR da parte delle aziende produttrici di sostanze per la concia delle sementi contro il Decreto del 17 settembre 2008 e pare anche che sia stato stanziato un milione di euro per effettuare una ricerca sulla pericolosità di tali sostanze.! Risultato?
I problemi di sempre dell’apicoltura sono rimessi nel cassetto.
Di varroa, nosema e peste americana si continua a non parlare. Si continua a non parlare di patologie che stanno sterminando le nostre api. Sembra una cortina fumogena sparsa ad arte per non far apparire le problematiche essenziali che “investono” l’apicoltura.
Ho la sensazione che per il prossimo futuro ci sia la volontà di introdurre la ricerca dei metalli pesanti, tanto per citarne uno il piombo, nel miele in ambito dei rilievi analitici. In previsione di tale eventualità sarebbe opportuno discuterne prima.
In occasione di un incontro che ebbi tre anni fa con alcuni ricercatori e dirigenti di laboratori fu avanzata l’idea di identificare il miele prodotto per ogni singola arnia.
Molto tranquillamente spiegai come tale ipotesi fosse impraticabile.
Durante la raccolta di miele, l’apicoltore effettua VISITE INTERMEDIE al fine di effettuare il livellamento nell’apiario. Questa semplice operazione consiste nel far lavorare le api di ogni singola arnia in modo omogeneo: sono prelevati telaini con api e covata per essere inseriti nelle arnie che presentano un ritardo nello sviluppo (questa operazione manipolativa permette di vedere se ci sono insorgenze di patologie). Quindi, si procede a spostare melari più vuoti su arnie in avanzato stato di produzione e viceversa melari quasi pieni, con api, sono posizionati sugli alveari ritardatari.
Questa semplice spiegazione rivalutò il concetto espresso, ma per quanto mi riguarda fu la dimostrazione che è fondamentale la presenza di APICOLTORI quando c’è la necessità di dover prendere decisioni che vanno ad incidere sul nostro lavoro.
L’Assemblea ha votato a maggioranza assoluta la mia proposta di costituire un coordinamento di Avvocati per fornire assistenza legale su tutto il territorio nazionale a quegli apicoltori in difficoltà che ce lo richiedano. Non ci sono posizioni indifendibili. Quello che sta accadendo lo preannunciavo da anni ma i miei appelli sono sempre rimasti inascoltati.
A “casa” A.N.A.I. tutti possono parlare. In Assemblea molti APICOLTORI hanno espresso una rabbia repressa da anni.
Prima, durante e sino ad oggi sta accadendo dell’incredibile, ho ricevuto centinaia di e-mail e i miei due cellulari necessitano di almeno tre ricariche giornaliere. Approfitto di questa occasione per ringraziare e scusarmi se non ce la faccio a rispondere a tutti.
E’ doveroso rispondere anche ai miei “detrattori”: non mi si parli per terza persona, si esca da una volontaria malafede. Alcuni non sono neanche apicoltori. Forse l’uso della denigrazione è figlio della paura di perdere il posto? Vi invito ad un dialogo sincero e costruttivo.
La presenta di più esponenti di una associazione non tragga in inganno per arrivare a conclusioni errate e denigratorie. All’assemblea erano presenti esponenti sia di singole grosse Aziende che Presidenti di Associazioni di grandi dimensioni e Apicoltori professionisti e no che in modo composto hanno dato la loro adesione e si tenga conto di tantissimi apicoltori che dal Sud erano presenti con la loro adesione scritta!
Forse qualcuno non si è accorto che l’apicoltura è stata scossa fin nelle sue fondamenta. E’importante essere uniti.
Ho qui sul mio tavolo copia dei verbali e delle sanzioni che sono state emesse a carico di alcuni apicoltori. Una prima sanzione di 4.000 euro è stata pagata, le altre due, una di 12.000 euro e l’altra di 20.000 euro, per un contorto sistema legislativo e burocratico, per essere contestate sembra che, in primis, non debbano essere pagate alla scadenza dei sessanta giorni canonici e solo dopo gli avvocati possono imbastire le contestazioni. Mi auguro di cuore di aver capito male, resta, comunque, rilevante (è mio pensiero) dire che ritengo fortemente sovradimensionato il rapporto che intercorre tra “reato” e “sanzione”.
Sul verbale ci poteva essere scritto il nome di ognuno di noi.
Meditate.
 
(by Sergio D’Agostino - Presidente A.N.A.I.)