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Il Velino - Germania sospende pesticidi. Unaapi: Ora tocca a noi
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I neonicotinoidi sono stati sospesi. Almeno in Germania, patria di multinazionali della chimica come la Bayer. La decisione dell’Agenzia federale per la tutela dei consumatori e per la sicurezza alimentare (Bvl), ha deciso, lo scorso 15 maggio, di sospendere i cosiddetti pesticidi sistemici, reputati da molte organizzazioni di categoria come i maggiori responsabili della moria di api che si sta verificando in Italia e in Europa. Prodotti chimici in Francia sospesi già dal 2004 all’insegna del principio di precauzione. Si tratta di principi attivi, commercializzati da Bayer, Basf e Syngenta soprattutto come prodotti da usare per la concia delle sementi di mais, che entrano nel ciclo vitale delle piante e vi persistono fino al momento della fioritura. Rendendo così il fiore un inganno letale per le api che vanno a bottinare. “Una notizia favolosa. Un notevole passo avanti che tiene conto delle evidenze di campo”, ha commentato al VELINO Francesco Panella, presidente di Unaapi, l’Unione nazionale tra le organizzazioni di apicoltori. “Questa è la dimostrazione che neppure in Germania ci si nasconde sotto lo zerbino per aspettare e aspettare”. In seguito a nuovi elementi con la rivalutazione della procedura di omologazione, la Germania ha ordinato il 15 maggio, la sospensione immediata dell’autorizzazione d’uso dei concianti per le sementi Antarc BVL numero d’autorizzazione 4674-00; Chinook, BVL numero d’autorizzazione 4672-00; Cruiser 350 FS, BVL numero d’autorizzazione 4914-00; Cruiser OSR, BVL numero d’autorizzazione 4922-00; Elado BVL numero d’autorizzazione 5849-00, Faibel BVL numero d’autorizzazione 4704-00; Mesurol flüssig BVL numero d’autorizzazione 3599-00 e il Poncho BVL numero d’autorizzazione 5272-00 e cavallo di battaglia della Bayer.

Una decisione che segue a un’approfondita verifica della situazione attuale, a seguito delle mortalità di api verificatesi nel sud-ovest della Germania. Verifica che ha evidenziato che durante la semina di semi conciati con insetticidi con macchine pneumatiche di un certo tipo di costruzione, le api risultano esposte in modo ben più rilevante rispetto a quanto considerato nei dossier d’omologazione fornito dalle stesse case produttrici. Secondo l’Agenzia federale per la tutela dei consumatori e per la sicurezza alimentare, le nuove valutazioni del rischio, evidenziate dai danni sulle api e che tengono conto di quest’esposizione più elevata, inducono a ritenere come probabile che effetti inaccettabili a seguito dell’esposizione non possano essere esclusi. “In questo contesto – si legge nella nota della Bvl - è anche da verificare la sicurezza dell’operatore che effettua questo tipo di lavorazione”. In base a queste nuove evidenze e in attesa di una analisi più completa sulle interazioni e sugli altri possibili impatti ambientali, “si ordina la sospensione dell’autorizzazione d’uso – dei pesticidi sopra citati - che esclude fino a nuovo ordine l’importazione, la vendita e l’utilizzo degli antiparassitari in questione”. Era il 5 maggio scorso quando Der Spiegel scriveva dei danni che l’apicoltura tedesca aveva registrato. Un settore già colpito da problematiche veterinarie che hanno provocato nell’inverno 2007/2008 perdite del 40 per cento negli allevamenti apistici nazionali “che stanno vivendo dagli ultimi giorni di aprile – ha spiegato Panella - apicidi estesi analoghi a quelli verificatosi nella pianura padana dal marzo 2008”.

Nella regione del Baden-Württemburg, lungo la valle del Reno così come nella regione di Strasburgo, in Alsazia e in Baviera le api hanno cominciato a morire massicciamente in contemporanea con le semine del mais conciato con insetticidi tossici dispersi nell’ambiente. Il numero di colonie d’api colpite è stimato, per ora, intorno alle 15 mila. Questo sebbene Peter Hauk, ministro dell’agricoltura del Baden-Württemburg, avesse in un primo momento affermato che “non vi sono evidenze scientifiche di causa/effetto tra uso dei concianti e morte delle api”. E avesse nel contempo invitato gli apicoltori a portare in salvo le loro api. “Le dirigenza della Bayer e delle altre holding dell’agrochimica hanno addirittura sostenuto di non essere a conoscenza e di non essere stati informati dei gravi fenomeni di apicidio verificatisi in Italia”, ha tuonato Panella che ha inviato copia alle associazioni apistiche tedesche di tutta la documentazione relativa alle risposte prodotte da Agrofarma per quanto riguarda le denunce delle organizzazioni di categoria italiane e Legambiente. “Un atto dovuto da parte delle autorità tedesche e un precedente da tenere in debita considerazione anche nel nostro paese”, è il commento di Raffaele Cirone, presidente della Federazione italiana apicoltori (Fai), l’organizzazione di categoria aderente a Confagricoltura. “Le analoghe problematiche, registrate e segnalate dagli apicoltori italiani – ha proseguito Cirone - invocano l’urgente adozione di interventi precauzionali e correttivi ai fini della difesa del patrimonio apistico nazionale”. Soddisfazione espressa anche da Massimo Ilari, direttore editoriale di Apitalia. “Una decisione positiva che dimostra quanto l’Italia sia in ritardo riguardo all’adozione del principio di precauzione”, ha dichiarato al VELINO. “Un’importante presa di posizione che apre la strada, in ambito Ue, all’eliminazione di questi prodotti”. Sostanze che secondo Ilari finiscono anche nel nostro piatto. ”Proseguiremo la nostra petizione popolare Liberi da Veleni, ma ora – ha concluso Ilari - è nostro dovere fornire quanto prima dei dati attendibili”. E da Agroarma hanno fatto sapere al VELINO che l'associazione "sta valutando con attenzione tutti i dati e quindi preferisce al momento evitare di fare dichiarazioni".
 
http://www.apitalia.net/it/liberidaiveleni.php
 
(by Il Velino - Edoardo Spera)