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Il mondo delle api a misura d'uomo
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Api taggate, api più protette
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Un minuscolo tag inserito nelle ali delle api può essere una risorsa fondamentale per studiare meglio il comportamento di questi insetti. L'esperimento è stato promosso dagli scienziati della Queen Mary, l'Università di Londra, che hanno lasciato libere di volare alcune centinaia di api in laboratorio, ognuna munita di una piccolissima etichetta.

Lo scopo della ricerca: potere monitorare i loro movimenti in tempo reale, senza frapporre alcun disturbo e alcuna interferenza. Solitamente, infatti, in test del genere le api – dopo un determinato periodo di osservazione - vengono prelevate una ad una per potere essere analizzate da vicino: un'attività di controllo che, in un modo o nell'altro, pregiudica inevitabilmente l'attendibilità assoluta dell'esperimento. Grazie al micro-tag, invece, gli insetti possono essere controllati in più unità simultaneamente senza sottrarli al loro habitat naturale.

Il cervello delle api, pur essendo molto più piccolo di quello umano, ha attività cerebrali notevolmente sviluppate: è noto, infatti, che questi insetti possono riconoscere la fisionomia degli uomini e sono capaci di ritornare al proprio alveare percorrendo un volo in linea retta, ma anche individuare tra migliaia di fiori disponibili in un prato quelli per loro più nutrienti. Interessati a comprendere i meccanismi che permettono loro di adempiere ad attività tanto complesse, i ricercatori dell'ateneo londinese si sono rivolti all'Rfid per potere disporre di uno scenario di studio incontaminato.

“Grazie ai tag disposti sulle ali riusciamo a studiare meglio i loro movimenti e ricostruire, in tal modo, la funzionalità delle loro attività di memoria”, afferma Nigel Raine, uno dei componenti del teem del Qmul: “Per questo motivo abbiamo inserito delle etichette anche agli ingressi degli alveari e in alcuni fiori artificiali sui quali le api si depositano”.

Il numero delle api in Europa è drasticamente calato negli ultimi anni: solo in Gran Bretagna tre specie si sono del tutto estinte e otto sono a rischio. Secondo gli scienziati a determinare questa situazione è il degrado dei loro habitat naturali, che rende sempre più complessa la nidificazione. “Eppure sono insetti di straordinaria importanza per l'uomo a causa della loro capacità di impollinazione”, conclude Raine: “Capire le loro modalità di comportamento potrà rendere più facile la loro tutela e la loro conservazione”.
 
(by Rfid Italia)