Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
Moria di api: situazione sotto controllo
[Torna all'indice generale]
  
Ci sono problemi, ma è continuo il monitoraggio.
L’allarme, diffuso dai media, sulla moria delle api, registrata in tutto il mondo e ricondotta a cause che, in parte, sono ancora alla ricerca di conferme, giustifica interrogativi sulla situazione in provincia di Cuneo

Alcuni focolai si sono registrati anche da noi, ma, per il momento, paiono circoscritti.
Numerose le cause, vere o presunte, del fenomeno. “Innanzitutto, va citata la varroa - dicono i tecnici che seguono il settore apicolo nell’ambito della Coldiretti – la malattia è tutt’altro che domata, anzi. L’inverno tra il 2006 ed il 2007, con le temperature miti, ha favorito il diffondersi della forma morbosa. A questo va aggiunta un’altra causa di ridimensionamento della popolazione degli alveari: il probabile utilizzo di principi attivi di nuova formula. Essi producono una situazione di stordimento degli insetti, impedendo loro di utilizzare la straordinaria capacità di orientarsi e di ritrovare la via di casa, anche dopo essersi allontanati di parecchio. La conseguenza dello stato di smarrimento è il girovagare inconcludente, sino alla morte. Sui principi attivi sospettati di procurare il danno, si stanno intensificando i controlli. La Francia, ad ogni buon conto, ha già disposto il divieto di utilizzo di alcuni di essi. Tutta da dimostrare e, in apparenza, infondati, i sospetti sull’influsso delle onde elettromagnetiche. Nella nostra provincia, avrebbe avuto un ruolo non trascurabile nel ridursi del 20% delle presenze negli alveari il ricorso ai prodotti di sintesi anche per colture, quali il grano ed il mais, non interessati precedentemente al fenomeno. A questo si dovrebbe aggiungere inoltre l’effettuazione di trattamenti nei vigneti, per contrastare il dilagare di malattie riscontrate soltanto negli ultimi anni.
Coldiretti ha avviato un confronto tra rappresentanti dei vari settori produttivi con particolare attenzione alle frutta ed alla vite. Dovranno scaturire indicazioni precise agli operatori dei due settori che gli saranno trasmesse dai tecnici dell’Agenzia 4A.
Nel Cuneese ci sono almeno 30.000 alveari, con una produzione di miele di alta qualità valutato intorno alla 1000 tonnellate.
 
(by Grandain.com - C.S.)