Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
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Molti animali gustano il cibo con il naso, altri con i piedi
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Si dice che tutti i gusti sono gusti. E forse è proprio così. Gli apicoltori, che allevano le api per ottenere il miele, e tanti altri prodotti, sono costretti, durante certi inverni particolarmente lunghi e freddi, ad elargire alle loro protette un supplemento di zucchero, perché non muoiano di fame.
Le api sono ghiotte di zucchero amaro.
Questo zucchero, di solito, è venduto agli apicoltori a prezzo inferiore di quello destinato al consumo degli uomini, un prezzo di sostegno, di poco inferiore a quello di mercato. Però, se in tempo di pace non c’era convenienza a variarne la destinazione, in tempo di guerra, di tessere e di mercato nero dirottare dall’alveare alla nostra mensa questo zucchero poteva diventare un affare. Dunque, bisognava denaturarlo. Nel corso della prima guerra mondiale, Karl von Frish, il grande studioso di api, scoprì che esisteva un composto chimico amarissimo per l’uomo, ma insapore per le api. Si pensò così di mescolarlo allo zucchero destinato all’alveare. In tal modo diventava troppo amaro perché si potesse venderlo sotto banco.
Il gusto e l’olfatto sono intimamente connessi.
Dunque, i sapori graditi a noi non è detto che siano gli stessi che gradiscono gli animali. Dal canto nostro, il senso del gusto si trova localizzato nella lingua, ed è opera di minuscoli organi, noti come papille gustative. Il bello è che questi microscopici laboratori chimici sono specializzati, e presenti in diversi territori della lingua. Il dolce e il salato sono percepiti dalla punta della lingua, l’amaro è gustato nelle parti profonde, l’aspro su ambo i lati, e così via. Il gusto e l’olfatto sono intimamente connessi, anzi l’olfatto è una potente sentinella della nostra dieta. L’odore di carne decomposta, vi avverte di non mangiarla! Il profumo di una torta di mele vi invita a fare il contrario. Quando avete il raffreddore, i cibi tendono ad avere tutti lo stesso sapore. Una cipolla somiglia ad una mela, e se ve la servono bendati, e raffreddati, non sapete più dire che cosa state mangiando.
I serpenti sentono il gusto con il naso.
Molti serpenti cacciano con il naso, e il loro naso è la lingua. Per questo li vedete sempre saettare quell’organo sul suolo: lo fiutano per scoprire se di lì è passata una preda, e anche lo assaggiano inviando delle particelle di terreno in due fossette, che sono aperte ai lati del palato, e che si chiamano l'organo di Jacobson. Si tratta di due laboratori di chimica analitica, che saggiano e riconoscono gli odori di cui i campioni raccolti con la lingua sono impregnati. Ma che ne dite degli squali che assaggiano l’acqua mediante dei bottoni gustativi sparsi per tutto il corpo? In quanto all’olfatto, hanno due narici in grado di percepire una goccia di sangue disciolta in un metro cubo d'acqua. Se vi siete procurata anche una piccolissima ferita quando ci sono degli squali nei dintorni, prendete terra rapidamente, mi raccomando.
Anche i koala assaporano il cibo con l’olfatto
Parlavamo del senso del gusto e del senso dell’olfatto negli uomini e negli animali. Conoscete i koala, quei deliziosi orsetti marsupiali che abitano in Australia e che stavano per essere uccisi in massa perché la loro pelliccia era pregiata? Oggi, per fortuna loro, e nostra, che possiamo ammirarli, sono protetti dalla legge, e il grande massacro sembra sia finito. I koala sono vegetariani e si nutrono delle foglie di eucalipto. Però, se sopraffatti da questa tenerezza, decidete di alimentarli con le vostre mani, fate attenzione, perché non sarebbero dei commensali facili. Tra le cinquecento specie di eucalipti che popolano il continente australiano, soltanto sei sono di loro gusto. E le distinguono benissimo con l’olfatto.
I colombi si orientano con il naso
I colombi viaggiatori sanno ritornare al punto di partenza da distanze dell'ordine dei mille chilometri. Sappiamo che si orientano con il sole, e che, quando il cielo è coperto di nuvole, mettono in funzione una misteriosa bussola biologica, che sarebbe in grado di percepire, proprio come l’ago delle bussole vere e proprie, il magnetismo terrestre. C’è chi sostiene che nell’orientamento l’olfatto c’entri, e non poco. Le cose andrebbero così: mentre vengono portati sul luogo di rilascio, i colombi registrerebbero nel loro cervello una sorta di sequenza olfattiva. Al ritorno si orienterebbero ripercorrendo a ritroso la sequenza: avevano attraversato prima un campo di colza, poi di ciliegio, poi l’area di una fabbrica? Bene, ecco i ciliegi, ecco il campo di colza, ecco l’odore emesso dalla fabbrica, all’indietro sulle ali del profumo, fino a giungere felicemente a casa.

Le farfalle sentono i sapori con i piedi.
Parlavamo dell'olfatto. Prendete una farfalla per le ali, riunendole sul corpo. L’insetto mostra, guardato di lato, una sorta di molla arrotolata su se stessa. E' il suo organo di presa del cibo: premuta dal sangue si srotola fino a diventare un tubicino lineare, con il quale l’insetto succhia il nettare in fondo alla corolla dei fiori. Vi insegno un giochetto, mentre tenete le ali tra le dita come vi ho detto, immergete l’estremità delle sue zampine anteriori in una ciotolina piena di acqua zuccherata. Vedrete la molla diventare lineare, segno che la bestiola si sta, per dir così, leccando i baffi perché gradisce l'offerta zuccherina. E come l’ha percepita? Ma con le zampine, cari miei. Perché se noi assaporiamo i cibi con la lingua, le farfalle l'assaporano con i piedi.
 
(by Giorgio Celli)