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Tampieri (Mipaaf): Si valuterà se seguire la Francia
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“Le api che muoiono sono una realtà ed è segno che qualcosa che è stato introdotto nell’ambiente non va”. Questo è quanto affermato al VELINO dal sottosegretario alle Politiche agricole Guido Tampieri a proposito della strage di api che si sta verificando in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. “Sto seguendo personalmente la questione”, ha proseguito Tampieri nel precisare che la condizione creata dalla presenza di alcune molecole nell’ecosistema si riesce spesso a valutare solo dopo che i danni sono già stati fatti. Tampieri si riferisce ai pesticidi neonicotinoidi e sistemici commercializzati da Bayer, Basf e Syngenta. Si tratta di prodotti che entrano nel ciclo vitale della pianta e vi persistono fino al momento della fioritura. Il fiore della pianta diviene così un inganno letale per le api che vanno a bottinare. Questi fitofarmaci, spesso impiegati sotto forma di concia per le sementi, hanno principi attivi le cui molecole si disperdono nell’ambiente al momento della semina ricadendo anche sulle piante che non sono destinate a questo trattamento. E non poche volte prossime alla fioritura.

Gli apicoltori avevano già sottoposto al ministero della Sanità un'istanza per fare ulteriori ricerche e verificare le eventuali responsabilità di questi prodotti “ma la commissione competente si è espressa negativamente asserendo che le api muoiono perché devono morire naturalmente”, ha aggiunto il sottosegretario. “Diversamente da quanto accaduto in Italia, in Francia questi prodotti sono già stati sospesi” dal 2004, da quando cioè, si è verificata una moria di api in seguito all’impiego del Gaucho della Bayer e del Fipronil della Basf sugli stessi terreni dove si è verificata poco tempo dopo la scomparsa. È opinione di molti ricercatori entomologi italiani che, tra le varie concause di questo preoccupante fenomeno che metterebbe a rischio l’ecosistema e la biodiversità, siano proprio i pesticidi della Bayer, Basf e Syngenta a svolgere il ruolo predominante. “Mi sono fatto inviare tutti gli incartamenti riguardanti la scomparsa delle api e proprio in questi giorni chiederò al ministero della Sanità un supplemento di istruttoria su questi prodotti. Penso – ha concluso Tampieri – che il fatto che la Francia abbia sospeso l’autorizzazione di impiego dei neonicotinoidi sia in questo senso un precedente importante di cui tenere conto”.

Commento positivo quello di Claudio Porrini, ricercatore presso la facoltà di entomologia agraria all’Università di Bologna ed esperto di api. “Tampieri è risaputamente una persona che si attiva solo dopo aver acquisito le informazioni necessarie, – ha spiegato al VELINO il ricercatore - non mi stupisce che abbia una visione più aperta rispetto ai politici con i quali abbiamo dialogato finora e che sia partita proprio da lui questa iniziativa. Spero – ha concluso Porrini – di poterlo incontrare al convegno sulle api previsto all’Apat il prossimo 29 gennaio”. Soddisfazione espressa dal presidente di Unaapi, l’unione nazionale tra le associazioni di apicoltori, Francesco Panella. “Tampieri ha mantenuto quel che ci aveva promesso”, ha dichiarato al VELINO. “Finalmente abbiamo una persona colta e informata che si rende conto che ci troviamo in Europa e dobbiamo guardare oltre il nostro campanile”. Intanto l’emergenza continua. Da quest’anno, ha spiegato il presidente dell’associazione, è stato autorizzato l’impiego del Confidor sulle cucurbitacee nella zona protetta dell’agropontino laziale. Si tratta di un neurotossico sistemico da spruzzare direttamente sulle piante a ‘irrorazione puntuale’ prodotto dalla Bayer e il cui principio attivo è lo stesso del Gaucho, l’Imidacloprid. “Ho appena ricevuto molte segnalazioni da parte degli apicoltori laziali che denunciano perdite enormi di alveari”, ha spiegato Panella. “Questo perché le cucurbitacee sono piante a fioritura ‘scalare’ e possono divenire particolarmente pericolose per i preziosi insetti che vanno a bottinare se irrorate da molecole letali come queste”.
 
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(by Il Velino - Edoardo Spera)