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Mutamenti climatici condizionano la produzione del Miele valdostano
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I cambiamenti climatici hanno condizionato la produzione di miele valdostano. Infatti, per i 500 apicoltori della Valle d'Aosta, tutti associati al Consorzio di tutela, quella del 2007 si presenta come un'annata produttiva all'insegna della qualità, ma non della quantità.

Dalle prime stime dell'assessorato regionale all'Agricoltura la produzione fa registrare un calo del 20%, attestandosi al di sotto dei mille quintali contro la punta dei 1.200, registrata nel 2006. Per Corrado Adamo dell'assessorato regionale all'Agricoltura la causa va ricercata “nelle abbondanti piogge di maggio e giugno e nelle temperature altalenanti, che hanno compromesso la fioritura del castagno, mentre l'assenza di precipitazioni nei mesi precedenti ha penalizzato la produzioni di mieli di tarassaco e tiglio”.

La produzione di miele valdostano, che conta 7200 alveari, rappresenta un mercato di nicchia che produce un fatturato, a seconda delle annate, che si aggira attorno agli 800 mila euro. Nei 70 laboratori di smielatura vengono attualmente lavorate le varietà millefiori, le monofloreali tarassaco e tiglio, rododendro e castagno, tutti mieli iscritti nell'elenco dei prodotti tradizionali le cui confezioni sono contrassegnate da un sigillo che ne garantisce la provenienza e le caratteristiche qualitative.

Per dare ulteriore impulso all'apicoltura la Valle d'Aosta si é dotata di una nuova normativa che punta a riordinare il settore attraverso la protezione e l'incremento degli ecotipi di api locali. Con la nuova legge, inoltre, la Regione intende operare attraverso strumenti più efficaci per il monitoraggio e la programmazione del settore agricolo, definendo anche i parametri per la predisposizione del censimento degli alveari e l'istituzione dell'anagrafe degli allevamenti apistici con l'obiettivo di ottenere per i mieli la Denominazione di Origine Protetta (DOP).
 
(by ANSA)