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ALVEARI MIGLIORI SE L’APE REGINA HA MOLTI PARTNER
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Avere partner diversi ha una funzione biologica, almeno nelle api. Una ricerca dell’università americana di Cornell ha scoperto che gli alveari in cui l’ape regina si accoppia con più maschi producono molto di più e sono più longevi di quelli con api regine monogame. Lo studio é pubblicato sulla rivista Science. La tendenza delle api regine, da cui nascono tutti gli abitanti degli alveari, ad avere più partner è comune a tutte le specie, anche se gli scienziati non hanno mai dato una spiegazione del fenomeno.

Le api regine europee, ad esempio, si accoppiano con un numero di maschi variabile tra sei e venti, mentre il record va a quelle giganti dell’Asia che hanno fino a 102 partner prima di dar vita alla colonia. I ricercatori americani hanno fecondato 12 regine con sperma proveniente da 15 maschi e nove con sperma di un solo tipo, studiando l’andamento degli alveari risultanti. “Dopo solo due settimane - spiega Heather Mattila, che ha coordinato la ricerca - le colonie geneticamente diverse avevano prodotto il 30% in più di celle e accumulato il 40% in più di cibo, con un’efficienza molto più alta rispetto a quelle con un Dna uniforme”.

Secondo lo studio, i benefici sono aumentati con il tempo: alla fine dell’estate le colonie “promiscue” erano cinque volte più numerose, con otto volte più maschi adatti alla riproduzione e delle condizioni di salute migliori. La ricerca è proseguita durante l’inverno, periodo in cui la maggior parte delle api muore: nel caso degli alveari con il Dna diversificato ha resistito un quarto degli abitanti, mentre tutte le api nate da un singolo maschio sono morte. “Una differenza così grande già dai primi giorni è sorprendente - scrive Mattila nell’articolo - soprattutto considerando che all’inizio le colonie hanno lo stesso numero di api operaie”. La conclusione a cui arrivano i ricercatori è che le colonie con molti padri sviluppano individui che riescono a rispondere a molte più esigenze dell’alveare, e a “specializzarsi”. Un esempio è nelle danze utilizzate da questi insetti per indicare alle compagne zone ricche di cibo: le colonie con Dna multiplo riuscirebbero ad avere migliori “ballerine”, e quindi a procurarsi più cibo. Sempre sulle caratteristiche dell’ape regina è incentrato un altro studio, apparso sulla stessa rivista: i ricercatori neozelandesi dell’università di Otago hanno scoperto che le api giovani vengono “drogate” dalla regina per evitare che abbiano comportamenti aggressivi finché sono nel nido.

La molecola utilizzata è l’alcool omovanillilico (Hma), che fa parte dei feromoni secreti normalmente dall’insetto. Secondo lo studio, l’Hma agisce sul sistema nervoso delle giovani api impedendo che queste apprendano ad avere reazioni violente, che potrebbero rivolgere contro la regina, lasciando però intatte le capacità cognitive in materia di approvvigionamento di cibo. Quando le giovani api lasciano l’alveare non sono più sotto l’effetto della sostanza, e sviluppano gli atteggiamenti aggressivi necessari a difendersi in caso di minaccia.
 
(by ANSA)