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Moria di api, Fai e UnaApi: Intervengano i ministeri competenti
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“Riteniamo doveroso richiamare la vostra attenzione sul preoccupante fenomeno dello spopolamento di migliaia di alveari causato, inequivocabilmente, in occasione dell’annuale campagna si semina del mais i cui semi sono conciati con prodotti contenenti principi attivi sistemici, detti neonicotinoidi, la cui dispersione ha determinato una importante contaminazione ambientale risultata letale per le api”. Questo è quanto si legge nella lettera congiunta che la Federazione apicoltori italiani (Fai) e l’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (UnaApi) hanno inviato ai ministeri della Salute, delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dell’Ambiente chiedendo un maggiore impegno da parte delle istituzioni riguardo alla crescente moria di api che sta provocando seri danni al settore del miele. Risulta chiara la posizione delle due maggiori associazioni apistiche italiane riguardo l’implicazione dei neonicotinoidi, principi attivi che sono alla base di pesticidi sistemici prodotti dalla Bayer, dalla Basf e dalla Syngenta, nella moria dei preziosi insetti. Gaucho, Poncho, Actara, Cruiser, sono solo alcuni dei prodotti commercializzati in agricoltura a base di questi principi attivi la cui tossicità nei confronti dei preziosi insetti, è stata ampiamente dimostrata in molti studi di laboratorio. “Nella riunione organizzata dal ministero delle Politiche agricole lo scorso 13 giugno e alla quale sono state convocate tutte le organizzazioni di categoria – continuano le associazioni apistiche – abbiamo dovuto prender atto che le segnalazioni e gli studi che da anni sono stati resi noti ai dicasteri, non sono stati adeguatamente valutati”.

Secondo la Fai e l’UnaApi la valutazione di queste sostanze infatti, “risulta ancora assolutamente carente e bisognosa di urgenti chiarimenti, soprattutto riguardo la mancata determinazione dei quozienti di rischio per i concianti”. A tal proposito, in seguito a numerose segnalazioni da parte delle associazioni apistiche e degli istituti di ricerca, il ministero delle Politiche agricole aveva dichiarato al VELINO che “sarebbero presto stati reperiti i fondi necessari per avviare una ricerca pubblica sulla reale implicazione dei neonicotinoidi nella moria di api”. Attualmente l’unica ricerca in corso rimane però quella finanziata dalla stessa Bayer, che detiene i diritti di esclusiva dei risultati e che, a distanza di mesi, ancora non ha reso noti. “Chiediamo un forte segnale di interesse da parte dei ministeri preposti in merito a una concreta azione di salvaguardia delle api e di tutti gli altri insetti utili”, proseguono le due associazioni di categoria ricordando che le api rappresentano un sensibile indicatore del reale stato di salute dell’ambiente e che da loro dipende la biodiversità dell’intero ecosistema. Le associazioni chiedono che sia valutata l’ipotesi di sospendere cautelativamente l’uso di questi prodotti così come già è avvenuto nel 2004 in Francia in seguito al verificarsi di importanti spopolamenti di alveari nel territorio. Ma, la decisione in merito, spetta al ministero della Salute, che ha il compito di valutare i rischi per l’uomo e per l’ambiente che possono derivare dall’uso di sostanze pesticide.

“Il problema della moria delle api sarà oggetto di approfondita discussione ed esame da parte di un Gruppo di esperti della Commissione consultiva dei prodotti fitosanitari (Ccpf)”, fanno sapere dal Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti del ministero della Salute. Il 5 luglio si terrà infatti una riunione al ministero della Salute al quale le associazioni apistiche “non sono state invitate”, lamenta il presidente di UnApi Francesco Panella che denuncia al VELINO altri recenti casi di spopolamento dei preziosi insetti in provincia di Alessandria. “Le api hanno un comportamento strano, sembrano stordite”, spiega Panella. I sintomi sembrerebbero essere esattamente quelli che gli esperti italiani riconducono agli effetti provocati dai neonicotinoidi. Queste sostanze tossiche infatti agiscono sui centri nervosi degli insetti provocando uno stordimento tale da non permettere alle api il ritorno in alveare. In attesa di ulteriori sviluppi, il ministero della Salute, “invita le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori a voler assicurare, anche attraverso specifiche iniziative, una migliore sensibilizzazione dei propri iscritti circa l’uso corretto dei prodotti fitosanitari, nel rispetto delle condizioni di impiego fissate, soprattutto nel periodo della fioritura”.
 
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(by Il Velino - Edoardo Spera)