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Seminario Apistico
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Dopo olivicoltura, le eccellenze regionali, l’informatizzazione delle pratiche, ARUSIA (Agenzia Regionale umbra per lo sviluppo el'innovazione in agricoltura) ha promosso, a Perugia, un approfondimento dedicato ad un settore produttivo emergente nel panorama agricolo e zootecnico umbro: l’apicoltura. Con il seminario sulle prospettive dell’apicoltura, infatti, l’Agenzia regionale, guidata da Adolfo Orsini, aggredisce un’attività, diffusa in varie zone dell’Umbria, che negli ultimi anni ha incrementato la qualità e la quantità del prodotto. L’iniziativa, organizzata insieme all’Associazione Produttori Apistici dell’Umbria (APAU), ha visto la partecipazione di numerosi operatori ed era finalizzata non solo a valutare le problematiche specifiche ma anche ad illustrare il programma di finanziamenti comunitari, nazionali e regionali per il 2007, diretti all’assistenza tecnica, l’acquisto di attrezzature, la razionalizzazione della transumanza. Inoltre ARUSIA gestirà anche la parte del bando, approvato dalle Comunità Montane, relativo alla commercializzazione e promozione dei prodotti dell’alveare, gli adeguamenti di carattere igienico-sanitario delle strutture e la diffusione di piante arboree, arbustive ed erbacee. Nel presentare l’iniziativa Adolfo Orsini ha dimensionato l’attività che, in Umbria, conta 1800 apicoltori con una produzione che sfiora 380mila tonnellate, caratterizzata prevalentemente dalla lavorazione del miele millefiori e di melata. Al seminario, hanno partecipato anche Vincenzo Panettieri, presidente dell’APAU, Gabriella Neri, tecnico ARUSIA e Vincenzo Bonanata per la Regione dell’Umbria, concordi nel sottolineare che l’apicoltura umbra deve puntare sull’originalità della produzione, in grado, allo stato attuale, di garantire anche un’elevata qualità sotto il profilo chimico-fisico. Per questo motivo i finanziamenti nazionali, comunitari e regionali, sono orientati alla modernizzazione del settore e alla crescita di aziende vocate: i sostegni economici del 2007 mirano a potenziare l’impronta industriale e commerciale dei prodotti dell’alveare, che in Umbria per ora sono soprattutto di integrazione al reddito agricolo. Insomma l’obiettivo è incrementare il numero delle imprese specializzate che, stando ai dati attuali non superano le due decine.
 
(by TeverTV)