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Nonostante la perdita consistente di agrumi e acacia, l'apicoltura italiana rilancia
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40.000 apicoltori, 1.500.000 alveari, oltre 25.000 tonnellate di miele prodotte mediamente all’anno, per un giro d’affari di almeno 150.000.000 di euro, valore dell’impollinazione escluso. Nonostante le gravi criticità l’apicoltura è un settore importante del comparto agricolo, le energie giovani crescono e anche l’innovazione.

Con il crollo della produzione del miele di agrumi (-70-80%) e di quello di acacia (-65-70%) rispetto la norma produttiva, l’apicoltura vive un anno molto difficile che in alcune zone, come la Sicilia, rischia di compromettere gli stessi sistemi produttivi.

Le cause sono da ricercare negli effetti di un tempo meteorologico avverso con l’alternarsi di eventi estremi, dalla grande siccità alle piogge persistenti, dal grande caldo ai cali bruschi di temperatura, è ovvio quanto l’apicoltura sia esposta a questi fattori. Ciò oltre a colpire il reddito dell’apicoltore, aumenta il rischio di turbare il mercato con l’aumento di importazione di mieli scadenti, il rischio di adulterazioni, tensioni con la GDO e disorientamento del consumatore.

Permangono poi le criticità dovute agli impatti negativi sulle api da pratiche agricole fondate sull’abuso o sull’uso improprio della chimica.

Non siamo agli anni delle grandi morie di api (2007-2008) ma fenomeni di spopolamento si registrano numerosi e diffusi sul territorio nazionale.

Non è in discussione la necessità di difesa fitosanitaria delle colture, è però indispensabile e urgente sottrarre la difesa stessa ai soli interessi delle aziende produttrici di pesticidi per riportarla ai reali bisogni di tutela delle colture secondo i dettati della scienza nell’interesse dell’agricoltura stessa, della salute e dell’ambiente.

L’apicoltura cerca sbocchi positivi e lancia l’iniziativa non fermandosi alla denuncia delle criticità anzi, rilancia consapevole di avere da giocare delle carte importanti per tutto il comparto agricolo.
La prima di queste iniziative si tiene a Castel San Pietro Terme, considerata da molti la capitale dell’apicoltura italiana, l’evento e progetto è organizzato da Osservatorio Nazionale Miele con l’adesione del Ministero delle Politiche agricole e della Regione Emilia-Romagna.


Per la prima volta il tavolo è completo a Castel San Pietro Terme, al seminario e tavola rotonda sul tema “Agricoltura e api, criticità e opportunità, focus sul settore sementiero”, un incontro pubblico a cui partecipano AGRICOLTORI - APICOLTORI – INDUSTRIA SEMENTIERA – RICERCA – ISTITUZIONI, PER ARRIVARE A UN ACCORDO CHE SALVI LE API, GARANTISCA L’IMPOLLINAZIONE E RICONOSCA ALL’APICOLTORE IL RUOLO PRODUTTIVO CHE SVOLGE.


Dopo una relazione di carattere scientifico che descrive le criticità e le soluzioni, la parola passerà agli apicoltori, quindi agli agricoltori, ad Assosementi, ai servizi fitosanitari del Ministero e della Regione Emilia-Romagna e si conclude con gli interventi delle istituzioni competenti al massimo livello: il Viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero e Simona Caselli, Assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna quella più impegnata su questo fronte che, peraltro, ha appena approvato delle linee guida per ridurre l’uso dei pesticidi.


L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere in tempi ragionevoli un accordo per garantire l’impollinazione e il ruolo produttivo degli apicoltori, in tal senso l’appuntamento di Castel San Pietro Terme è considerato una prima tappa di un percorso articolato che ha preso il via proprio in Emilia-Romagna da un incontro tecnico in Regione.

Questo comunque non è l’unico terreno su cui si muove il settore, la concentrazione di tecnici e istituzioni al più alto livello a Castel San Pietro il 17 e 18 settembre, con in primo piano il Viceministro alle politiche agricole sen. Andrea Olivero e di diversi funzionari del Ministero consentirà di affrontare altri temi per

- facilitare l’ingresso dell’attività di apicoltura nei piani di sviluppo rurale (PSR) con la modifica del reddito convenzionale standard, fissato, attraverso un complesso meccanismo europeo, in 44,00 euro per arnia.
- Rilanciare l’utilizzo dell’ape come misuratore della qualità ambientale delle politiche agricole con il finanziamento del progetto BEENET.
- Monitorare la qualità dei mieli italiani e migliorarla accentuando l’identità e valorizzazione di un patrimonio unico al mondo attraverso le numerose iniziative comprese nel progetto Tre Gocce d’oro.
- Svolgere un’azione di informazione e di orientamento dei consumatori teso a preferire comunque i mieli italiani di qualità disponibili anche in questo sfortunato 2016.

Molte anche le manifestazioni culturali mentre spicca l’iniziativa “Gocce di solidarietà”, una raccolta fondi per le popolazioni terremotate attraverso la messa all’asta di 48 mieli rari e pregiati. Banditore d’eccezione Patrizio Roversi.
 
(by Osservatorio Nazionale Miele - 16.09.2016)
 
 
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102 Kb Il programma del seminario "Il valore produttivo ed economico dell'apicoltura Italiana"
 
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117 Kb Il programma del seminario "Agricoltura e api, criticità e opportunità, focus sul settore sementiero"
 
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862 Kb Il programma generale delle manifestazioni apistiche 2016
 
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