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API e TOUR - Arezzo 15 Novembre 2015 - Il Polline: “ la nuova frontiera”
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Continua a marce forzate l’avanzare del progetto di A.N.A.I. Ieri si è svolto il Convegno “Il Polline: la nuova frontiera”, e come ha ben spiegato il Dr. Massimo Ilari, nel suo oramai consolidato ruolo di Moderatore, sta prendendo corpo il progetto per rendere l'iniziativa itinerante.
Anche questa volta il Presidente di A.N.A.I. ha colpito. In terra di Toscana ha non solo ricalato i “quattro assi”, ma li ha rafforzati con la presenza di rappresentanti ufficiali della Regione. Infatti, il Dr. Alvaro Fruttuosi nella suo esposizione ha ben spiegato il ruolo, le funzioni e l’attenzione che “l’Ufficio” di cui fa parte pone nei confronti del settore Apicoltura; e, a seguire, seppure molto tecnica, è stata chiarificatrice la relazione del Dr. Francesco School, dell’Ufficio Operativo dell’IZS Lazio /Toscana, che non solo ne ha illustrato le funzioni ma è arrivato al cuore del problema, cosa che richiederà nel breve periodo un approfondimento a beneficio di tutti.
Per quanto riguarda il Prof. D’Ascenzi e il Prof. Canale con il loro modo fresco e solare di esporre gli argomenti hanno catturato l'attenzione dei presenti. Ben ha detto il Presidente che sia i Professori che la scienza e le conoscenze che trasmettono sono un bene comune a disposizione di tutti e sbaglia chi la pensa diversamente. Pensare di addomesticare la scienza per fini propri è come voler rinchiudere in un piccolo contenitore tutto il vento del pianeta.
Ascoltare “il maestro” Aldo Metalori, poi, è come sentire il rumore dei fuochi artificiali. Ha la capacità di farti vedere i colori del polline, di sentire sul palato i suoi sapori e di inebriarti con i mille profumi che sprigiona.
Fondamentale il dibattito che seguirà al Convegno perché permetterà di approfondire ulteriormente il tema, per trovare soluzioni alle difficoltà che potrebbero emergere.
Il presidente D’Agostino ha molto scritto in questi ultimi due anni riguardo al polline e si è mostrato un poco amareggiato con se stesso per non aver espresso con maggiore chiarezza alcuni concetti.
Sin dall’inizio della sua avventura ha sempre parlato di polline fresco e questa è la parola d’ordine per tutti. Il Polline non congela (e al riguardo il Prof. D’Ascenzi ci ha fornito la ragione scientifica). Il termine “ congelato” si confa più al pesce. altrimenti va da sé che la parola “abbattimento” si collega in modo automatico.
E’ chiaro che appena raccolto, il polline deve essere immediatamente vagliato per togliere le grosse impurità (vedi eventuali api morte) che non potrebbero essere rimosse per la frantumazione del corpo delle api morte o di altri corpi estranei.
Le foto che hanno fatto da corollario agli articoli del presidente A.N.A.I. ci hanno fatto vedere congelatori di ultima generazione corredati di ventilatore, per diffondere la bassa temperatura in modo veloce e omogeneo.
Va da sé che al polline, data la sua fragilità, sia da conferire una temperatura molto bassa (-18/20 °C) e che sia contenuto in confezioni non molto grandi, per mantenerne la forma rotondeggiante.
Questi accorgimenti fanno parte delle normali pratiche di lavorazione per far arrivare al consumatore il polline come le api lo hanno prodotto.
Per quanto riguarda i rapporti con i funzionari delle istituzioni preposte al controllo ufficiale, nel prendere atto delle loro parziali conoscenze in materia, Noi Apicoltori abbiamo due strumenti formidabili:
- Il manuale di Autocontrollo, sul quale riportare tutte le operazioni che vengono compiute.
- I Professori e i Ricercatori che possono mettere a nostra disposizione tutte le Loro conoscenze, indispensabili al nostro lavoro.
Una cosa di non poco conto è emersa nell'intervento del Presidente: la sensazione di Serenità che aleggiava sul Convegno. Non ha mancato di trovare una parola di ringraziamento verso Mario Gualdani e Luciano Consegni, punti di riferimento degli Apicoltori toscani, sempre presenti e che per queste occasioni lasciano le loro tute “sporche” dei profumi di miele ed api, attaccate a un chiodo. Da non dimenticare la presenza costante di tanti Soci Fondatori che con composta energia gli sono sempre accanto.
Dulcis in fundo, si nota che continua il lavoro di una grande Associazione Regionale che ha un obbiettivo chiaro e preciso: svolgere un buon lavoro da lasciare in eredità ai nostri figli: le future generazioni.
 
(by Laura De Medici - 16.11.2015)