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Aethina tumida c'è
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Direttore Editoriale Carissimo, innanzitutto, grazie per l'attenzione.

Ma veniamo a noi.
“Aethina Tumida se ci sei batti un colpo!”.
Con questa frase ha esordito in copertina del n. 9/2015 di Apitalia. Frase che “d'acchito” va a evocare una sorta di seduta spiritica (...che potrebbe far sorridere i più) ma così non è.
Negli ultimi quaranta giorni “Rocco il Coleottero” di colpi ne ha battuti più di venti. Ho la sensazione che questi colpi siano stati sentiti anche presso i Ministeri di competenza. Ho la speranza, anzi la certezza, che a breve verranno prese decisioni per dare un svolta allo stallo che si è determinato con la solo tecnica di eradicazione col fuoco.
Auspico che le due regioni (Calabria e Sicilia) trovino un accordo per la libera circolazione/movimentazione degli alveari, chiaramente nel rispetto delle regole e con controlli accurati dagli organismi competenti in stretta collaborazione con gli apicoltori.
Comportamenti “scomposti di alcuni temerari” non devono essere addossati all'intero comparto apistico regionale. Ribadisco il concetto che il coleottero compiendo azioni indipendenti e che per sua natura vola, libero di “prendere l'Eurostar senza biglietto” potrebbe dilagare liberamente per tutta la penisola. Coinvolgendo tutti. Già di per sé è impensabile circoscrivere un flusso migratorio degli uomini a maggior ragione è impensabile bloccare un insetto.
Altresì sono certo che verranno adottate azioni di contenimento fermo restando l'azione di distruzione la dove è palese la presenza di larve e non distruggere l'intero alveare che invece potrebbe fungere da “sentinella” sino alla auspicabile sanificazione.
 
(by Sergio D\'Agostino, Presidente A.N.A.I. - 10.11.2015)