Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
Si allarga il dibattito su Aethina
[Torna all'indice generale]
  
Il secondo ritrovamento di esemplari di Aethina tumida negli alveari calabresi impone qualche riflessione. Anzitutto bisognerebbe capire se si tratta di casi isolati o meno. Se sì allora vorrebbe dire che l'azione di eradicazione messa in atto lo scorso anno ha funzionato. E in linea teorica potremmo dire che ha funzionato anche qualora si effettuassero altri ritrovamenti su piccola scala nella provincia di Reggio. Tuttavia in questa questione saltano agli occhi una serie di incongruenze che si traducono in forti perplessità in merito ai piani di protezione e monitoraggio messi in atto.

Non risulta anzitutto ad oggi che gli apicoltori calabresi con quasi 4000 alveari distrutti siano stati rimborsati, sebbene molti affermino che l'iter di rimborso sia in fase di conclusione. E' d'altra parte fin troppo noto che alcune associazioni nazionali hanno premuto fino alle soglie della stagione produttiva 2015 affinché vi fosse una totale “deregulation”, con lo scopo di autorizzare spostamenti di alveari sia nella zona rossa che al di fuori di essa. Una politica evidentemente piuttosto miope e motivata non tanto dalla difesa degli interessi degli apicoltori quanto da quella di un sistema produttivo fondato sul mercato all'ingrosso che non può fare a meno di quantità di miele di certo in via di riduzione laddove non si possa effettuare nomadismo con una certa libertà.

In secondo luogo, come da copione, la stagione 2015 è stata puntellata da notizie ed eventi che hanno gettato una luce fosca sul comportamento di taluni apicoltori costretti dall'embargo commerciale gravante su Sicilia e Calabria a non vendere regine, pacchi, nuclei. Sin da marzo si parlava nell'ambiente di nuclei calabresi venduti a prezzi stracciati su un mercato “riservato”. Sempre a marzo in Puglia è stato denunciato lo stazionamento di alveari provenienti dalla Calabria, sebbene non dalla zona rossa, e portati nottetempo nel tarantino per evitare eventuali grane legate ai divieti di movimentazione. E non sono mancati casi di alcuni apicoltori amatoriali che hanno acquistato attraverso annunci apparsi su facebook delle regine provenienti addirittura dalla zona rossa. Insomma, tutto questo brulicare di operazioni non certo funzionali al contenimento del problema rischia di ribaltarsi in una triste riscoperta del fenomeno nella prossima primavera.

In terzo luogo resta l'enigma dei controlli. L'ultimo rinvenimento del 2014 è stato effettuato in prossimità del Natale. Poi il nulla. Tra polemiche e accuse reciproche fra associazioni, è iniziata la stagione e sull'Aethina è calato il silenzio. Nonostante ciò i controlli erano continui a giudicare dalle mappe fornite dall'IZS, mappe nelle quali i puntini verdi aumentavano mese dopo mese. Finita la stagione ecco ritornare il problema. Forse i controlli sono agevolati dall'assenza dei melari, forse non vengono effettuati con esche non del tutto efficaci, di fatto però, a distanza di un anno sembra di rivivere la stessa ansia da ritrovamento del 2014. Con una incognita in più: cosa prevedono ora le autorità? Come sarà gestito il passaggio eventuale dall'eradicazione al contenimento? Converrà continuare con l'eradicazione o passare al contenimento? E cosa faranno le associazioni? Consentiranno attraverso una rinnovata apertura alla deregulation che l'Aethina possa arrampicarsi lungo lo stivale stabilendosi in aree a lei probabilmente più favorevoli come la pianura padana? Recentemente FAI Calabria ha inviato dei “consigli” alla task force veterinaria operante in Calabria per i controlli sull'Aethina, mettendo in luce alcune lacune del sistema di monitoraggio. In particolare il collocamento di nuclei “deboli” quali esche per l'Aethina risulterebbe secondo FAI Calabria controproducente e in fin dei conti inutile. Non possiamo dargli torto. E' noto infatti che i nuclei deboli vengono distrutti dall'Aethina, ma se vogliamo attrarre i coleotteri dobbiamo usare famiglie forti, che raccolgano molto polline e che emanino un forte odore, capace di attrarre gli adulti del coleottero. Non facciamo quindi confusione con le prescrizioni che ci giungono dagli USA (mantenere nuclei e famiglie forti) e che sono volte ad evitare danni sulle famiglie da parte dell'Aethina. D'altra parte durante il convegno dell'AAPI tenutosi a Bergamo nel gennaio scorso il prof. Ellis precisò che si sono ritrovati alveari forti con una grande densità di adulti di Aethina, mentre ne bastano pochi a far collassare alveari deboli. Sono discorsi che non c'entrano con un piano di monitoraggio, bensì con un piano di contrasto ai danni provocati dal coleottero. D'altra parte se dopo un anno di informazioni, studi, aggiornamenti, ci si trova nelle condizioni di dover evidenziare questi punti che dovrebbero essere scontati, non si può non nutrire qualche dubbio ulteriore sull'efficacia e la precisione dell'azione di controllo effettuata fino ad oggi.
 
(by Francesco Colafemmina - 29.09.2015)