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OGGETTO: Recepimento della direttiva 2014/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che modifica la direttiva 2001/110/CE del Consiglio concernente il miele



Ill.mo. Ministro Martina,

Le scrivo in qualità di Presidente dell’A.N.A.I, l’Associazione Nazionale Apicoltori Italiani, per richiamare la Sua attenzione sul recepimento della direttiva 2014/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che modifica la direttiva 2001/110/CE del Consiglio concernente il miele e che, a seguito del via libera dato dal Parlamento alla Legge di delegazione europea, coinvolgerà direttamente il Suo Ministero.

La legislazione italiana risulta disallineata rispetto a quella vigente nel resto dell’Unione europea, in quanto non viene garantito ai produttori e confezionatori italiani di poter utilizzare le indicazioni applicate dai concorrenti europei per le miscele ottenute a partire da miele originario di più Stati membri o Paesi terzi.

L’Italia ha vietato, infatti, con la Legge 11 marzo 2006, n.81, ai nostri operatori di applicare le modalità d’indicazione d’origine ora riproposte dalla direttiva 2014/63/UE - “Miscela di mieli originari dell’UE”; “Miscela di mieli non originari dell’UE”, “Miscela di mieli originari e non originari dell’UE” - imponendo l’obbligo di riportare singolarmente tutti i Paesi di origine. Tale norma ha creato, nel corso degli anni, gravi effetti distorsivi nel mercato delle miscele di miele e gli operatori nazionali sono vittime di una “discriminazione alla rovescia”, perché subiscono la concorrenza sleale di quanti producono e confezionano all’estero che, potendo non applicare la norma italiana, hanno acquisito posizioni di mercato sempre più rilevanti.

Gli apicoltori italiani sono seriamente preoccupati delle gravi difficoltà che le Aziende italiane che confezionano miele incontrano nel mantenere le loro quote di mercato, a fronte di una concorrenza sempre più agguerrita da parte dei confezionatori esteri, e ritengono indispensabile evitare che i confezionatori italiani dislochino i loro impianti all’estero creando ulteriore disoccupazione nel nostro Paese.

Non si può ignorare infatti che gli apicoltori italiani risultano in molti casi fornitori delle industrie italiane di confezionamento, e che il progressivo rafforzamento delle Aziende estere nel nostro Paese non potrà non arrecare danno agli apicoltori italiani.

Infine riteniamo che le attuali disposizioni nazionali non realizzino un’efficace protezione del consumatore italiano, potendosi quest’ultimo trovare sul mercato miscele di miele con diverse indicazioni d’origine, in riferimento al Paese dove è avvenuto il confezionamento. E’ bene ricordare che non è qui in discussione l’indicazione d’origine del miele interamente raccolto in un Paese, per il quale la direttiva europea e la Legge italiana impongono giustamente di indicare il singolo Paese di origine, garantendo quindi al consumatore la piena riconoscibilità del miele raccolto, ad esempio, in Italia.

Le chiediamo, quindi, di cogliere questa irripetibile occasione per allineare la legislazione italiana a quella vigente nel resto dell’Unione europea, garantendo anche ai produttori e confezionatori italiani di utilizzare le indicazioni applicate dai concorrenti europei, lasciando alla volontà degli operatori la decisione di indicare singolarmente tutti i Paesi d’origine delle miscele. Ciò al fine di tutelare maggiormente i produttori e i confezionatori italiani di miele e salvaguardare così il lavoro degli operatori della filiera italiana del miele.

La ringrazio sin d’ora per l’attenzione e la disponibilità.

Cordialmente,
 
(by Sergio D\'Agostino, Presidente A.N.A.I. - 21.07.2015)