Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
Sono tornate le api all’abbazia di Vallombrosa
[Torna all'indice generale]
  
Un dolce ronzio, finalmente, è tornato a interrompere la meditazione in preghiera e il silenzio, dettati dalla solennità del luogo, della vita dei Monaci dell’Abbazia di Vallombrosa.
A seguito della oramai nota vicenda del furto degli alveari nelle provincie di Lucca e Pisa avvenuti nella primavera del 2014 ad opera di due italiani che avevano dato corso a un disegno criminoso per “fare gli apicoltori” con gli alveari altrui, grazie alla tenace iniziativa del presidente A.N.A.I. Sergio D’Agostino che riunendo intorno a sé tutte le Aziende Apistiche è riuscito a sollecitare le attenzioni del Corpo Forestale dello Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Su indicazione degli Apicoltori gli Agenti hanno individuato i responsabili della criminosa azione e recuperare parte della refurtiva composta da alveari e melari, con il rammarico di aver dovuto recuperare anche arnie che gli autori del misfatto, nel tentativo di disfarsi della refurtiva ancora in loro possesso, hanno gettato in Arno e nei fiumi minori del territori del Pisano (con le api vive!). Sono state recuperate arnie a Marina di Pisa, a Tirrenia e anche al Porto industriale di Livorno. Sono stati rinvenuti 27 quintali di miele in locali, privi di delle più elementari norme igieniche, adibiti a mieleria.
Il mese scorso gli autori di questi reati sono stati condannati a pena detentiva e sanzione pecuniaria da parte del Tribunale di Lucca cui vanno i ringraziamenti degli Apicoltori ma al tempo stesso emerge un fatto raccapricciante: la pena detentiva è paria ad un anno e sei mesi mentre la sanzione è di soli trecento euro (300!) a fronte di circa trecento alveari affogati nei Fiumi.
Traspare con drammaticità, dal volto degli Apicoltori vittime dei furti , la sorpresa e la delusione per come la Legge da valore ad un Alveare.Questo è il racconto della vicenda criminale e certamente vi chiederete cosa hanno a che fare i Monaci di Vallombrosa con le api e con gli Apicoltori.
E’ presto detto.
Questi Apicoltori sono particolarmente tenaci e su proposta del Presidente hanno donato diverse arnie al Monastero e poi recuperati sciami hanno provveduto a inserirveli. L’dea nasce come pensiero di ringraziamento al Corpo Forestale dello Stato il cui Patrono è San Giovanni Gualberto. Una Reliquia del Santo è custodita nell’Abbazia mentre le Spoglie Mortali sono custodite presso la Badia di Passignano nel Chianti… e questo grazie all’Abate Generale Padre Giuseppe Casetta e al Comandate della Regione Toscana del Corpo Forestale, il Generale Giuseppe Vadalà.
Su altro fronte il presidente D’Agostino è impegnato per sensibilizzare le Istituzioni (si legga deputati e Senatori) per varare una legge che inasprisca le pene per coloro che compiono atti delittuosi se non a protezione delle api almeno a difesa delle Aziende Apistiche. E’ fondamentale fornire ai Giudici strumenti più incisivi e in linea con i tempi.
Va ricordato che il danno subito dalle Aziende ha superato il milione di Euro con ripercussione sul mancato introito dell’Agenzia delle Entrate e cosa che si fa fatica a vedere il valore che le api determinano con l’impollinazione.
E’ doveroso ricordare tutti gli Apicoltori che hanno partecipato all’evento con la supervisione di Padre Marco Mizza: Aldo Metalori, Renato Masini, Anna Brandazza, Enzo Quilici, Nicola Passerini, Luigi e Riccardo Maggenti, Maurizio Ferri e tanti altri.
Dal male può nascere il bene. Sparse sul territorio nazionale ci sono aree dove le api possono vivere lontane da contaminazione. A Vallombrosa con i Monaci ci sono anche gli Agenti del Corpo Forestale.
La speranza del Presidente D’Agostino è che Tutti gli Apicoltori inizino un nuovo percorso a difesa delle Api e di questo bellissimo lavoro e… farlo tutti insieme.
 
(by Laura De Medici - 26.06.2015)
 
 
 File allegati a quest'evento: 1 file tot.
315 Kb Galleria foto
 
Dimensione file: 315 Kb - [download]