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Liberi dai Veleni
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Lettera inviata al Sindaco di Bologna, firmata da 31 apicoltori bolognesi. Apicoltori Liberi e Associati di Bologna e Provincia A. B. Club - (Club Apicoltori Pro. BO-C/O Gianfranco Finelli)

La pericolosità, sia per la nostra salute che per quella dell’ambiente, dei trattamenti antizanzara con irrorazioni nebulizzanti fa meditare sulla strage di api e degli altri insetti utili che frequentano le fioritura dei giardini cittadini (per altro in barba ai divieti normativi) e sulla riduzione o scomparsa totale in alcune zone degli insettivori (merli, pettirossi, cince, ricci, pipistrelli, ecc, a seguito dell’avvelenamento di bacche di siepe e di piante) che nel passato allietavano coi loro canti i risvegli dei residenti. Non si comprende come mai il Comune di Bologna non abbia ancora preso provvedimenti, mentre tanti altri Comuni li hanno vietati a seguito delle pubblicazioni, in merito, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (vedi www.infozanzare.info) e di altri autorevoli organismi (Apitalia, con la sua Campagna nazionale “Liberi dai Veleni”: www.apitalia.net; Comitato scientifico Equivita, Federazione Apicoltori: www.federapi.biz; Ambiente e vita, ecc.). Si consideri che a seguito del massiccio uso degli antiparassitari nelle campagne tanti uccelli e api che vengono letteralmente sterminate trovano spesso rifugio nelle città e non si sottovaluti che la nostra Regione ha anche il più alto numero di ammalati di cancro. Un nesso coi trattamenti, visto che la Regione ha il maggior consumo di insetticidi, ci dovrà pur essere.
I signori p.a. Roberto Grillini e l’apicoltore Gianfranco Finelli sono a dare testimonianza dell’avvelenamento di due sciami di api. Testimonianza ne danno anche i venditori del mercatino di via Carlo Sigonio, che si son visti cadere le api agonizzanti e morte sopra frutta e merce varia, nonché la Forestale Regionale per lo sciame di api ucciso all’ingresso del Parco di Via Milano.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche e altri Comitati scientifici precisano: «La sola lotta alle zanzare che abbia efficacia è quella che agisce sulle uova e sulle larve. E’ quindi fondamentale intervenire nei focolai dove questi insetti si riproducono e cioè nell’acqua stagnante». «Importante è salvaguardare i predatori delle zanzare adulte e cioè i pipistrelli, gli uccelli insettivori, le libellule, gli anfibi, i pesci, le lucertole, i gechi, i ragni, le scolopendre, ecc…tutti grandi distruttori di zanzare. Gli irroratori, che si dicono autorizzati dalle ASL, sostengono che l’uso del piretro non sia nocivo. Il C.N.R precisa invece:”E’ stato demonizzato il DDT, ma le altre molecole chimiche usate per uccidere le zanzare siano esse organo fosforici (gas nervini) o piretroidi (il cui nome di riferimento piretro fa erroneamente pensare ad un prodotto naturale e quindi non dannoso) sono altrettanto pericolose sia per le persone che per gli animali, sono infatti “biocidi”. Restano a lungo nell’ambiente e uccidono anche la nostra vita, magari non subito, ma basta aspettare qualche anno e si presenteranno inspiegabili malattie».
A parte il probabile uso di esteri fosforici, gli irroratori potranno anche dire di aver usato “acqua santa” ma è certo che, almeno nell’insediamento Fossolo (dove abita Grillini e a quanto lui riferisce), in oltre dieci anni d’irrorazione dove non si sente più cantare un uccello e volare un’ape sui fiori delle siepi, non si è mai visto un organo sanitario a prelevare un campione.
Il Comitato Scientifico Equivita invita, anche gli apicoltori, a denunciare i Comuni che permettono ai cittadini, sia singolarmente che nei condomini, di irrorare nell’ambiente insetticidi chimici.
Tutte queste permissive operazioni vengono effettuate con nebulizzatori che raggiungono 8 più metri di altezza (a cosa servono se le zanzare di giorno si nascondono tra l’erba e l’umidità del terreno?) Senza rispetto delle fioriture dei giardini e delle siepi dove pascolano le api e molti uccelli si nutrono di fiori e di bacche. Sostiene Grillini: «Noi, nel nostro insediamento, non vediamo più volare un’ape o un uccello di siepe e si sono diradate al massimo, se non sparite, le rondini (non nidificano più nei nostri corselli dopo aver trovato nidiacei morti)».
Si chiede che le S.V. si adoperino alla cessazione di questi dannosi trattamenti nel rispetto delle leggi regionali e delle direttive del Consiglio Nazionale delle Ricerche a tutela della biodiversità e della salute umana.

Distinti saluti
 
(by Roberto Grillini - 12.03.2015)