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Il mondo delle api a misura d'uomo
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E' il momento della riflessione
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Dopo i recenti scambi di accuse fra Unaapi e FAI si impone una riflessione seria alle associazioni apistiche italiane. L'emergenza Aethina tumida riguarda non solo gli associati di questa o quella associazione. Riguarda l'intero settore apistico. Pertanto occorre uno sforzo comune. Apitalia vorrebbe farsi promotrice di una "pacificazione" fra le associazioni in previsione dei prossimi incontri presso il Ministero della Salute. ANAI, FAI, Unaapi, Conapi devono a tutti i costi trovare dei punti di incontro per poter presentare alle istituzioni italiane delle posizioni condivise e strategie comuni. In questo momento più che alla gestione passata dell'emergenza occorre prepararsi a gestire il futuro contenimento del coleottero, nel caso in cui a primavera dovesse riemergere. Essere pronti non significa screditare gli sforzi effettuati sinora, ma poter concertare misure efficaci e condivise.
A tal proposito ci permettiamo di riscontrare come ad oggi restino delle assolute priorità per il settore:
a. L'implementazione quanto prima di una efficace anagrafe apistica che contenga un adeguato tracciamento delle operazioni degli apicoltori nomadisti;
b. Evitare per quanto possibile il ricorso a farmaci potenzialmente dannosi per le api come il coumaphos. Una sua autorizzazione costituirebbe infatti una seria minaccia per tutte le aziende biologiche italiane, riducendo drasticamente la presenza di cera con una bassa concentrazione di residui. E' inoltre un sistema di controllo efficace non più dei sistemi di controllo meccanici, secondo quanto confermato dagli esperti statunitensi intervistati da Apitalia. Si potrebbe configurare un eventuale ricorso a un farmaco in deroga solo per le zone dove è stata accertata la presenza di Aethina;
c. La configurazione delle associazioni non come strutture "politiche" ma come strumenti di supporto rappresentativo del settore, in grado di difenderlo sia dai potenziali errori dei suoi membri, sia da quelli delle istituzioni a livello nazionale e comunitario.
Questo nostro appello nasce dall'esigenza di salvare il settore apistico dalla confusione e dalla divisione in cui versa, e dalla consapevolezza dell'urgenza del momento. Ci auguriamo che le associazioni apistiche vogliano e possano confrontarsi fra loro alla ricerca di una visione comune prima del prossimo incontro che dovrebbe tenersi l'11 dicembre 2014. In caso di insuccesso non avrà vinto questa o quella fazione, ma a perdere sarà ancora una volta l'intera apicoltura italiana.
 
(by Massimo Ilari Direttore Editoriale Apitalia - 5.12.2014)