Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
I controsensi dell'Italia
[Torna all'indice generale]
  
Gentile direttore Editoriale di Apitalia,
vorrei portare il mio modesto contributo a supporto di quanto espresso dal nostro Presidente Nazionale di A.N.A.I., Sergio D’Agostino, di cui condivido pienamente il documento. Perché i controsensi dell’Italia? Mi spiego, da un lato ci sono persone che hanno speso la vita, lo continuano a fare giornalmente, nella lotta per la salvaguardia delle api e dell’apicoltura: con amore, senza risorse economiche, trascurando perfino gli affetti personali. Le posso assicurare che sono, siamo, tanti. Combattiamo giornalmente contro tantissimi nemici delle api e del nostro lavoro, provo a elencare i più importanti: Varroa, Virosi, Patologie varie, Prodotti chimici in agricoltura, Pesticidi, Disseccanti, Diserbanti, Cambiamenti climatici, Colture intensive, Furti ecc: che bellissimo scenario, vero? Lavoriamo in silenzio e senza il dovuto supporto delle istituzioni, cerchiamo di andare avanti per amore del nostro lavoro e delle nostre api.
Dall’altro lato, vediamo oggi, ma è successo anche in passato, le nostre istituzioni che, invece di supportare, coinvolgerci e capire i nostri problemi, scelgono sempre la strada peggiore: il fuoco!!!! Perché? Si rendono conto, ci rendiamo conto del controsenso? Non permettiamo ai nostri Vigili del Fuoco di uccidere le api, anche quando ci sono problemi di carattere pubblico, mentre in altro modo usiamo il fuoco con tanta semplicità. Ci rendiamo conto che abbiamo distrutto e stiamo distruggendo il lavoro di tantissimi apicoltori? Lavoro fatto, visto il periodo, con tanto sacrificio e dedizione. Era comprensibile, e nemmeno molto, questa politica scoperti i primi casi di Aethina tumida in Calabria, ma ora perché continuare su questa scellerata decisione? Il piccolo coleottero non è aggrappato alle api o penetra dentro il legno delle arnie, ma convive nel materiale apistico (soprattutto telaini) e nell’ambiente circostante l’apiario. Qual è il motivo vero di tutti questi fuochi? Abbiamo bruciato interi apiari, alveari anche indenni che potevano essere salvati; anzi, dovevano essere salvati e lasciati come futura trappola per esemplari adulti salvati dal fuoco. Perché bruciare arnie nuove, quando basterebbero dei semplici trattamenti manuali o di freddo? Perché non diamo ascolto a quelle persone amiche, e abbiamo tante testimonianze in merito, d’oltre Oceano, che convivono con questo problema da quasi venti anni. Questa politica scellerata ci porterà solamente a omertà e non denuncia, con gravissimi problemi per tutti. Tramite il suo giornale vorrei lanciare alcune proposte per il futuro. Vediamole. Chiedere alle nostre Istituzioni che il coleottero diventi endemico, smettere di bruciare le api, attivando la messa a sciame degli alveari colpiti; le arnie semi nuove, o comunque in buono stato, trattarle con freddo, fiamma, zolfo. Ciascuno di questi trattamenti sono validi. Approntare, poi, programmi regionali e nazionali di lotta. Abbiamo a disposizione varie tecniche, senza dover ricorrere a trattamenti chimici. Rimando questi ultimi punti, per discussioni e proposte più approfondite, al Convegno nazionale A.N.A.I. di Matelica che si terrà domenica 7 dicembre p.v. Al citato Convegno parteciperanno anche rappresentanti del Parlamento italiano. Se vogliano, tramite le nostre Associazioni nazionali, abbiamo davanti i tre mesi invernali per poterci organizzare al meglio, basta volerlo. Grazie.


Pierantoni Pierluigi
Vicepresidente nazionale A.N.A.I.
Presidente Cooperativa Apicoltori Montani
 
(by Pierantoni Pierluigi - 11.11.2014)