Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
Suscettibilità degli alveari a Aethina tumida (Coleoptera, Nitidulidae, di Mustafa e colleghi, 2014)
[Torna all'indice generale]
  
Traduzione
Si ritiene che famiglie d’api deboli e di piccole dimensioni possano essere più suscettibili all’infestazione del piccolo scarabeo dell’alveare (SHB). Per verificarlo, abbiamo condotto delle ricerche su 24 colonie: 12 con presenza di SHB e 12 con previa rimozione di SHB. Quattro settimane più tardi, abbiamo verificato sia la presenza quantitativa di SHB, sia la sua capacità di riproduzione. Le colonie in cui Aethina tumida non era stata preventivamente rimossa hanno dimostrato livelli di infestazione significativamente più elevati rispetto all’altro gruppo. Indipendentemente da questo, nessuna colonia forte e di grandi dimensioni ha mostrato danni o evidenza di riproduzione di SHB (ergo, larve N.d.T.) . Al contrario, cinque nuclei deboli sono crollati e larve di SHB sono state trovate in altre sette colonie. Il nostro studio dimostra che i livelli di infestazione di SHB sono innocui per colonie di buone dimensioni ma possono avere un impatto negativo sulle colonie piccole (nuclei di ridotte dimensioni).

Commento
Volendo iniziare a ragionare piuttosto che a lasciarsi travolgere dall’emotività, il problema Aethina tumida (SHB) presenta alcune analogie con altre avversità o parassitosi dell’alveare. Le famiglie di ridotte dimensioni e deboli (evidentemente quindi anche poco sane) risultano più suscettibili all’infestazione di SHB e ne consentono la riproduzione al proprio interno, con tutti i danni economici che ne derivano per l’apicoltore (tra cui la fermentazione del miele e la perdita dell’alveare), aumentando, inoltre, attraverso la riproduzione le capacità di proliferazione e quindi inevitabilmente di diffusione del parassita. Le famiglie “forti” hanno invece altre capacità di contenimento. Se questa da un lato è un’informazione che conforta, dall’altro la nozione di “famiglia forte” rischia di essere nella pratica un mero slogan, un’idea astratta di cui l’apicoltore si convince a dispetto molto spesso dell’evidenza. Abbiamo, ad esempio, apicoltori che in presenza di raccolti scarsi e di api che non bottinano pur in presenza di fioriture nettarifere, attribuiscono alle congiunzioni astrali questi problemi e non sanno né vogliono scorgervi sintomi di insidiose patologie, come Nosema ceranae, i cui effetti ricadono principalmente sulle bottinatrici. Bottinatrici malate sono però causa di ridotta o nulla importazione, sia nettarifera che pollinifera, con ricadute negative sulle competenze immunitarie dell’alveare e sulla deposizione della regina. Da tutto ciò, deriveranno famiglie deboli e poco popolose. In conclusione, se ci guardiamo attorno con obiettività, dobbiamo riconoscere che le famiglie forti (e quindi sane) sono davvero poche, meno di quel che si crede o si vuol far credere. I fatti (leggi raccolti) parlano da soli e non si può attribuire sempre la responsabilità al maltempo, quando questo ha realisticamente condizionato i raccolti di melata e poco altro. L’aria che quest’anno si respirava alla Fiera di Lazise era funebre. Di fronte alla nuova avversità denominata Aethina tumida, si dovrebbe forse essere stimolati a cominciare a considerare tutti quegli aspetti che possono rafforzare o al contrario indebolire effettivamente lo stato di salute delle famiglie e a ripensare le logiche aziendali che portano alla produzione di nuclei troppo piccoli, che risulterebbero più suscettibili all’infestazione di SHB. Sulla formazione dei nuclei si potrebbe riprendere l’articolo intitolato «I nuovi nuclei nell’attività apistica» pubblicato su Apitalia di maggio 2014, in tempi non sospetti. Se si fosse letto (e capito) anche solo un decimo di quanto la ricerca scientifica ha prodotto in questi anni, ci si renderebbe conto di come il settore apistico (con rare eccezioni) continui a lavorare ignorando le più recenti conoscenze, dalla questione nutrizionale all’interazione dei patogeni, stupendosi poi degli strani dati che riscontra sul campo. La scarsa attenzione ai problemi sanitari non comporta di sicuro famiglie forti e pertanto, invece di accettare con fatalità l’avvento di Aethina tumida, si dovrebbe cogliere l’opportunità di un ripensamento, di una revisione della pratica apistica che l’aumentare dei patogeni, dei parassiti e degli insetti predatori rendono sempre più urgente e necessaria.
 
(by Traduzione e commento di Luca Tufano - 7.10.2014)