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Aethina tumida
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Il Ministero della Salute, Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari ha diramato in data 1.10.2014 il documento che proponiamo


Regioni e Province autonome
Assessorati sanità
Servizi veterinari
II.ZZ.SS
Loro sedi
Associazioni di categoria


OGGETTO: Indicazioni sulla attività di sorveglianza nelle Regioni in cui non è stata rilevata la presenza di Aethina Tumida.


Come già precedentemente comunicato da questa Direzione, in data 12 settembre 2014 il Centro di referenza per l’apicoltura ha confermato la presenza di Aethina tumida nel Comune di Gioia Tauro (RC).
Inoltre nel territorio in cui è stato rilevato il parassita è presente una intensa attività di nomadismo da parte di apicoltori che provengono da diverse parti del territorio nazionale A tale riguardo, nonostante la Ordinanza del 19 settembre u.s. la Regione Calabria abbia previsto il blocco della movimentazione degli alveari, molti apicoltori risultano essere già tornati verso i loro luoghi di origine prima ancora dell’applicazione delle predette misure restrittive.
Considerato inoltre che allo stato attuale non è ancora noto il probabile periodo di introduzione di Aethina tumida in Italia si ritiene che tutti gli alveari che hanno effettuato attività di nomadismo nella Regione Calabria nel 2014 siano da ritenersi a rischio.
Premesso quanto sopra si reputa opportuno che codeste Regioni e Province autonome effettuino controlli sugli apiari a rischio che consentano di valutare il rischio di presenza di A.tumida sul territorio di competenza.
Al fine di armonizzare tale attività sul territorio nazionale si allegano due schede:
scheda 1- modalità di esecuzione della indagine clinica in apiario e utilizzo delle trappole
scheda 2- criteri per l’attuazione del piano di sorveglianza
A tale riguardo e in funzione del preminente rischio di introduzione rappresentato dagli alveari che hanno soggiornato in Calabria si ritiene per il momento prioritario concentrare i controlli solo negli apiari a “rischio elevato” come definiti nella scheda 2 e secondo le modalità in essa previste.
I controlli effettuati dovranno essere inoltre riportati nella tabella che sarà contestualmente trasmessa in formato elettronico a codesti Assessorati e dovrà essere inviata con cadenza settimanale in formato elettronico all’indirizzo e-mail a.maroni@sanita.it mentre eventuali sospetti o conferme dovranno essere inviati a questa Direzione entro 24 ore.
Sarà cura di questa Direzione tenere aggiornate codeste Regioni e Province autonome sull’eventuale accertamento di nuovi casi sul territorio nazionale.
Si ringrazia per la collaborazione e si resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

IL DIRETTORE GENERALE
Dott. Silvio Borrello


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SCHEDA 1
Protocollo per il controllo ufficiale degli alveari al fine di stabilire l’eventuale infestazione da Aethina tumida.


Obiettivo
Definire e standardizzare le modalità per la visita degli alveari in fase di controllo ufficiale a seguito del rilievo di Aethina tumida.

Personale
Il Veterinario Ufficiale incaricato, dovrà operare con il supporto operativo dell’apicoltore o di suo delegato, che abbia sufficiente capacità di manipolazione del materiale apistico e disponga
dello strumentario come da buona tecnica apistica.

Premessa
Si sottolinea che nella maggioranza dei casi il coleottero rifugge la luce e si muove molto rapidamente per cercare rifugio nelle celle; è necessario quindi essere molto attenti nell’ispezionare gli alveari, in particolare al momento del sollevamento del coprifavo e nella verifica della superficie dei favi; al contempo occorre essere pronti e veloci a catturarlo.

Abbigliamento e strumentario
Abbigliamento protettivo per apicoltura (maschera, tuta, calzari o stivali): evitare l’uso di guanti in pelle in quanto non consentono la presa dei coleotteri, ma ricorrere a guanti in lattice o nitrile e pinze con punta stretta, che permettano l’estrazione dei coleotteri dalle celle, ove spesso tendono a rifugiarsi; disporre di provette di plastica o altro contenitore rigido, con tappo a tenuta contenenti alcool 70% (anche in quantità modesta, non alcol denaturato, che ha la funzione di uccidere i coleotteri ed evitare che fuoriescano alla riapertura).
In considerazione della minore protezione dalle punture delle api, fornita dai guanti in lattice o nitrile, rispetto ai guanti in pelle, il personale dovrà valutare l’opportunità di disporre di farmaci antiallergici, in base alla rispettiva sensibilità individuale.

Rischio saccheggio
Lo operazioni di controllo devono essere eseguite secondo le buone pratiche apistiche per evitare che si inneschino fenomeni di saccheggio; qualora questo sia comunque iniziato e l’apicoltore non sappia gestirlo, è opportuno procedere almeno alla riduzione delle aperture degli ingressi degli alveari e al lavaggio dell’eventuale dispersione di miele che abbia innescato il saccheggio.

Numerosità degli alveari da sottoporre a controllo e loro caratteristiche
Per questo aspetto si rimanda alle indicazioni generali fornite nella SCHEDA 2
E’ opportuno privilegiare nei controlli eventuali famiglie deboli o comunque di piccole dimensioni (nuclei, sciami), senza tralasciare il controllo di eventuali famiglie morte o i loro resti.

Procedura di massima per visitare gli alveari
1) Rimuovere il tetto in lamiera dell’alveare ed appoggiarlo rovesciato sull’alveare precedente o successivo; esaminare la superficie del coprifavo, rimuoverlo ed esaminarne la superficie interna, dopodiché appoggiarlo, a fianco dell’alveare sui supporti o a terra;
2) se è presente il melario, esaminare tutti i favi, uno ad uno, successivamente rimuoverlo ed appoggiarlo sul coperchio;
3) ispezionare il nido, rimuovendo il primo favo laterale ed appoggiandolo all’esterno dell’arnia, procedendo poi ad esaminare tutti i favi estraendoli uno ad uno dall’arnia ed osservando entrambe le superfici per individuare la presenza di adulti o di forme larvali. Si procederà così ad esaminarli tutti e a fine esame si riposizioneranno i favi come in origine reinserendo anche il favo rimosso inizialmente. Come alternativa si potrà utilizzare un’arnia vuota in cui inserire tutti i favi esaminati per poi reinserirli al termine nell’alveare.
4) Se l'arnia possiede un cassettino estraibile, osservarne il contenuto per individuare eventuali coleotteri o forme larvali (la disponibilità di una pila per illuminare la sede potrebbe essere di aiuto, tuttavia è la velocità di spostamento del coleottero che richiama subito l'attenzione).
5) Nel caso in cui si rilevi la presenza di parassiti (o di piccoli coleotteri o forme larvali presunte tali), una volta prelevati introdurli in una provetta o contenitore contenenti alcool 70% e conservare a temperatura ambiente. Attenzione a verificare la perfette chiusura del contenitore per evitare rischi coleottero possa fuoriuscire e come è noto volare via mettendo a rischio interi territori.
Dopo la cattura possibilmente fotografarli con il telefonino e inviare subito la foto al collega (fmutinelli@izsvenezie.it, fmontarsi@izsvenezie.it o whatsApp, 348 440586)
6) verbalizzazione e identificazione/confezionamento del campione: procedere come da buone prassi e procedure in uso nei singoli Servizi.

Trasporto
A temperatura ambiente, con consegna del campione alla Sezione IZS di riferimento nel più breve tempo possibile e preferibilmente con preannuncio telefonico.

Utilizzo di trappole
Nella diagnosi e nella sorveglianza è molto utile l’applicazione di trappole, che potrà consentire di garantire un controllo, seppur ridotto, anche qualora le condizioni ambientali non siano tali da consentire la visita agli alveari, se non per tempi molto limitati.
La trappola va inserita attraverso la porticina e lasciata in posizione almeno 48 ore.
Le trappole vanno esaminate ogni 48 ore nella prima settimana e poi mensilmente.
Si estrae la trappola e si esamina in controluce ogni foro e si sbatte sul coperchio dell’alveare per recuperare eventuali coleotteri (meglio in una vaschetta di plastica bianca).
Una trappola analoga può essere realizzata utilizzando fogli di policarbonato disponibili in commercio, meglio se trasparenti (il coleottero di colore scuro si vede immediatamente in trasparenza e non serve l’esame di ogni singolo foro). Le dimensioni dei fori possono essere anche 3 x 4 o 4 x 4 mm.
E’ inoltre possibile realizzare trappole più corte o più strette da posizionare direttamente sui portafavi o da inserire attraverso la porticina dei nuclei.
A seguito di sospetto di positività, l’eventuale riutilizzo delle trappole è possibile solo dopo averne assicurato la bonifica lasciandole a - 20°C per una notte oppure a – 80°C per almeno 8 ore.

Tempi necessari per la visita
I tempi rilevati per la visita sulla base dell’attività svolta in Calabria: 10-15 minuti per singolo alveare con le operazioni svolte dall’apicoltore, oltre alle operazioni di vestizione/svestizione/verbalizzazione.
I tempi necessari per la collocazione e l’esame delle trappole non sono particolarmente rilevanti.

Controlli da parte di apicoltori, tecnici o veterinari aziendali
Qualora il riscontro di coleotteri sospetti avvenga da parte di apicoltori, tecnici o veterinari aziendali, gli stessi dovranno dare comunicazione immediata al Servizio Veterinario dell’AUSL territorialmente competente e prendere accordi sulle modalità di accertamento ufficiale da parte del Veterinario ASL che curerà il trasporto dell’eventuale campione già prelevato dall’apicoltore/tecnico/veterinario aziendale all’IZS di riferimento (recapito del campione in tempi il più breve possibile).

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SCHEDA 2
Criteri per l’attuazione di un piano di sorveglianza negli apiari che hanno avuto contatti
a rischio.

1) Il piano di sorveglianza deve essere differenziato in funzione dei seguenti livelli di
rischio:

Rischio elevato:
a) Apiari che hanno effettuato nomadismo nella Regione Calabria nel 2014
b) Apiari che hanno ricevuto materiale biologico (api regine, pacchi d’ape, etc) dalla
Regione Calabria nel 2014;

Rischio medio:
a) apiari che hanno effettuato nomadismo in altre regioni ad esclusione della Calabria e che
hanno avuto contatti a rischio con altri apiari provenienti dalla Regione Calabria
b) apiari presenti sul territorio regionale che hanno una consistenza superiore ai 300 alveari
c) territori regionali in cui ci sia la ragionevole certezza che nel 2014 non sia stata effettuata
attività di nomadismo nella Regione Calabria

2) Campionamenti previsti in funzione dei livelli di rischio

Rischio elevato:
in ogni apiario a rischio dovrà essere controllato secondo le modalità previste dalla
scheda 1 (modalità di esecuzione dei controlli in apiario) un numero di alveari per la
ricerca del 2% di prevalenza con il 95 % di confidenza.
Le trappole dovranno esser poste in almeno il 75% degli apiari e controllate dopo almeno
48-72 ore per due volte nella prima settimana e poi 1 volta alla settimana per 3 settimane.

Rischio medio:
in ogni apiario dovrà essere controllato secondo le modalità previste dalla scheda 1
(modalità di esecuzione dei controlli in apiario) un numero di alveari per la ricerca del
5% di prevalenza con il 95 % di confidenza.
Le trappole dovranno esser poste in almeno il 75% degli apiari e controllate dopo almeno
48-72 ore per due volte nella prima settimana e poi 1 volta alla settimana per 3 settimane.
 
(by Ministero della Salute - 1.10.2014)