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Lettera aperta al ministero delle politiche agricole e forestali
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Pariana (Massa), 23/09/2014








Lettera aperta al ministero delle politiche agricole e forestali


Alla cortese attenzione di:

- Dott. Benvenuti

- Dott. Pio Federico Roversi

Coordinatore del progetto Biotecnocast (d.m. 7184 del 28/03/2012)
C.R.A. - Centro di Ricerca per la Agrobiologia e la Pedologia



Oggetto: ricerca sul cinipide orientale
dryocosmus kuriphilus yasumatsu



Com'è noto, è tuttora forte l'allarme che si è diffuso per i gravi danni procurati ai castagni dal parassita in oggetto ed è encomiabile, quindi, l'azione di contrasto al suo dilagare intrapresa da codesto ministero attraverso gli obbiettivi del progetto "Bioinfocast"
- Controllo biologico e biotecnico del cinipide orientale (d.m. 7184 del 28 marzo 2012;
- Lotta biologica mediante lanci dell'antagonista naturale torymus sinensis (recentissimo comunicato stampa del 6 agosto 2014).

Anche noi sottoscritti siamo interessati al problema perché siamo proprietari di un castagneto colpito dal parassita come tanti e quindi abbiamo vissuto e viviamo tuttora l'amara realtà del progressivo decadimento delle piante con il conseguente, sensibile calo della produzione di castagne.

Ci capita, però, di vivere anche un'esperienza particolare che riteniamo possa essere interessante per la lotta al cinipide, esperienza che, quindi, stimiamo utile portare a vostra conoscenza.

Qualche anno fa abbiamo notato che tra i nostri castagni, colpiti dal parassita e perciò con il fogliame molto rado e con numerosi rami secchi soprattutto nella parte alta delle fronde, ve n'era uno che, al contrario, conservava tutto il suo vigore, mantenendo la sua chioma rigogliosa e di un verde intenso; appariva, cioè, indenne, dagli attacchi del terribile imenottero.

Ovviamente questo ha attratto la nostra curiosità ed abbiamo iniziato ad osservare attentamente e da vicino la pianta per cercare di scoprire cosa la differenziasse da tutte le altre ed abbiamo constatato che:
- Il ciclo vegetativo è molto precoce per cui lo sviluppo delle gemme si verifica circa un mese prima di quelle degli altri alberi e, di conseguenza, i frutti maturano con lo stesso anticipo;
- Alla base delle gemme ci sono, evidenti, puntini rossi, che non si riscontrano nei germogli degli altri castagni;
- I ricci sono molto più grandi ed a volte arrivano a contenere anche 5 frutti;
- I frutti sono di maggiori dimensioni e si sbucciano più facilmente perché la seconda pellicola non si insinua all'interno della polpa ed inoltre sono molto più dolci e saporiti.

Alla luce di queste osservazioni pensiamo di poter formulare, al riguardo della sorprendente "buona salute" di quel castagno, due ipotesi:
1) Il precoce sviluppo delle gemme non coincide con il ciclo biologico del cinipide la cui maturità sessuale è, invece, contemporanea al successivo sviluppo delle gemme degli altri castagni; in altre parole, quando la femmina di questo imenottero è pronta per deporre le uova, trova tenere gemme in tutti gli altri castagni mentre quelle della pianta "indenne" sono ormai già "legnose" e quindi non più "perforabili" dal suo oviposidetore.
2) la presenza dei puntini rossi alla base delle gemme potrebbe far pensare che l'albero contenga sostanze repellenti per il cinipide o comunque inibitorie per la sua azione.
Durante questi anni abbiamo informato varie persone di questa nostra scoperta e ad esse abbiamo volentieri consegnato diverse "marze" ricavate da quei germogli perché potessero ricavarne nuove pianticelle in vivaio per poi metterle a dimora con l'obbiettivo di sostituire gradualmente quelle indebolite.
A questo proposito pensiamo che la graduale sostituzione degli esemplari "malati" potrebbe essere attuata con due modalità, senza che l'una escluda l'altra:
a) Dopo il necessario periodo di permanenza in vivaio, la semplice messa a dimora dei nuovi cloni, lasciandoli poi sviluppare come la pianta madre;
b) Dopo l'attecchimento a dimora usare le nuove piante come "porta-innesti" sui quali inserire "marze" delle varietà di castagno più pregiate.

In questa ottica, nel corso del 5° convegno sull'apicoltura apis mellifera ligustica spinola, organizzato da a.r.l.e.a.a. e tenutosi a massa nel febbraio 2012 avemmo occasione di parlare della nostra scoperta con il prof. Gardi dell'università di Perugia, che si dimostrò molto interessato; gli consegnammo, perciò, numerose "marze" sulle quali lui stesso ci disse che avrebbe impostato un accurato studio sia di laboratorio che in campo aperto.

A tutt'oggi però non abbiamo avuto nessuna notizia, né se lo studio abbia avuto luogo o meno, né quali risultati ne siano eventualmente scaturiti.
sempre informati ai suddetti criteri, ci siamo rivolti anche alla scuola agraria di pistoia, che ha dimostrato un certo interesse, e alla quale abbiamo inviato una quantità di marze che vengono coltivate nelle serre dell'istituto. Con queste marze sono stati fatti dei cloni che, da quanto ci è stato riferito, sono già diventati delle pianticelle che verranno distribuite a qualche coltivatore.

Ovviamente, ci rendiamo perfettamente conto che le nostre osservazioni e le ipotesi che abbiamo formulato necessitano di conferma da autorevole fonte scientifica e quindi, visto l'interesse concretamente e fattivamente dimostrato da codesto ministero per la soluzione del problema, concludiamo con una proposta: nel caso consideraste l'informazione che vi abbiamo fornita interessante e meritevole di essere approfondita e posta allo studio, potreste, forse, dirottare una quota del finanziamento stanziato per il citato progetto "Biotecnocast" per indirizzarla in parte ad una ricerca scientifica sull'effettiva esistenza di caratteristiche intrinseche ed estrinseche della nostra pianta "indenne" per accertare se, come e perché essa risulta salvaguardata ed in parte, qualora fossero dimostrate e confermate quelle caratteristiche, usata per stimolare la produzione dei cloni attraverso un piano di incentivazione dei vivai italiani.

Restiamo naturalmente a completa disposizione per tutti i chiarimenti e gli approfondimenti che riteneste necessario chiederci e, ringraziandovi per l'attenzione che vorrete riservare alla presente, restiamo in attesa e distintamente salutiamo.
 
(by Giuliano Tarabelli, Iacopo e Francesco Mussi )