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Controlli sull’ import dalla Cina
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L’aumento delle importazioni di prodotti agroalimentari dalla Cina, nel 2006 hanno quasi toccato mezzo miliardo di euro, mette in primo piano l’importanza di avviare un sistema di controllo efficace per evitare la presenza sul mercato nazionale di prodotti che potrebbero presentare elevati rischi sanitari e che deve essere accompagnato dall’etichettatura di origine obbligatoria per consentire la rintracciabilità dei processi produttivi. Ad affermarlo è la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione condotta da funzionari della Dogana in collaborazione con la Guardia di finanza e il Corpo forestale dello Stato ad Ancona, dove è stato scoperto e sequestrato, nel porto, un container con 31 tonnellate di anatre, polli congelati e frattaglie provenienti dalla Cina, che presentavano un pessimo stato di conservazione. L’operazione, che ha bloccato l’importazione di prodotti in violazione delle norme sanitarie introdotte per contrastare la diffusione del virus dell' aviaria, fa seguito ad iniziative simili che sono state intensificate negli ultimi anni, parallelamente al crescere della presenza di prodotti del colosso asiatico sui mercati mondiali. In Italia le importazioni di prodotti agroalimentari dalla Cina hanno riguardato principalmente derivati del pomodoro, legumi secchi, funghi e tartufi essiccati e altri ortaggi sottaceto. Valori consistenti riguardano anche le mele e tanti altri prodotti. La soluzione? Occorre garantire la sicurezza alimentare verificando che sugli alimenti importati siano effettuati tutti i controlli previsti dalla legge per quanto riguarda soprattutto il rispetto dell'obbligo di indicare origine, varietà e qualità di frutta, verdura e degli altri alimenti, nonché l'eventuale presenza di contaminazioni con prodotti proibiti in Italia. L’obiettivo è quello di prevenire rischi per la salute e situazioni di concorrenza sleale.
 
(by Coldiretti)