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Il mercato del miele in Italia è alla “deriva” e rischia di “sgarruparsi” sempre di più
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Carissimo Massimo Ilari

Dal nostro osservatorio di “Coop Melissa”, come riferimento al territorio in cui operiamo, raccogliamo il suggerimento per un contributo critico e fattivo dal tuo editoriale del n. 9/2014.
Condividiamo totalmente le tue considerazioni sulle criticità per l’anno 2013, ma anche nel 2014 le produzioni apistiche sono state più che dimezzate, quindi l’agonia continua.
Noi, però, rileviamo qualche altro “fattore critico”, forse peggiore di quelli considerati.
Il “killer” principale dell’apicoltura italiana è la “Burocrazia” veicolata dalle leggi regionali, nazionali e comunitarie. Negli ultimi tempi l’apicoltore dovrebbe trascorrere più tempo a compilare le carte che a lavorare con le api.
Nelle cosiddette leggi che normano il settore si fanno prevalere maggiormente i fattori “formali/burocratici” e quelli “igienistici e sanitarizzanti”, a discapito di fattori “ambientali, economici e occupazionali”.
Non c’è bisogno nemmeno di sottolineare quanto “bene” fanno i piccoli, medi e grandi apicoltori italiani all’ambiente, all’economia, a se stessi e ai consumatori.
Spesso quelle che sono considerate le “agevolazioni” apportano ulteriori vincoli, i cosiddetti “aiuti e semplificazioni” escludono, e il settore agonizza sempre più.
E’ una trappola mortale che sta divorando l’apicoltura italiana. Intanto, l’importazione di miele dai paesi che non hanno i nostri vincoli, continua a ritmi incalzanti, magari qualche apicoltore/azienda più furbo ne approfitta.
E’ colpa della “globalizzazione”? No. Siamo noi in Italia che la recepiamo male, perché una sana concorrenza internazionale farebbe anche bene.
Altro fattore, non ultimo, è “lo spirito repressivo” e sanzionatorio, che a seguito delle norme, spesso, ci frena e ci travolge. Al contrario, bisognerebbe “prevenire” gli illeciti e le frodi, fornendo opportunità piuttosto che negarle.
Il risultato sempre più evidente è la disaffezione, l’allontanamento dal settore, la drastica riduzione di una “piccola/grande economia” come quella apistica.
Speriamo che qualcuno recepisca. Forse siamo ancora in tempo, per quanto ci riguarda, siamo disponibili a fornire il nostro contributo.
Comunque, grazie Massimo, per aver sollecitato il problema.
Intanto per l’occasione inviamo i ns migliori saluti.
 
(by Mario Iafrate - Coop. Melissa, Castelliri (FR) - 17.09.2014)