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Produzione miele anno 2014? DISASTROSA
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Il mese di Settembre, come consuetudine, è il momento fondamentale per fare bilanci nel “Mondo Apistico”; tant'è che manifestazioni importanti come la Fiera di Montalcino e quella di Castel San Pietro sono state, in passato, un luogo molto importante per contrattazioni e trattative di vendita del miele prodotto durante l'annata apistica.
Ora ci sono stati dei cambiamenti. E' arrivato Internet che ha stravolto completamente tante consuetudini che sembravano consolidate e la crisi economica ha dato il colpo di grazia. In più, gli apicoltori hanno preso maggiore coscienza della loro professionalità e si sono calati nel ruolo di Veri Imprenditori: vendono direttamente alle Aziende di Invasettamento e Commercializzazione, saltando a “piè pari” quegli strani soggetti che si proponevano, in passato, nel ruolo di sensali.
Come sta andando il mercato? Quest'anno oltre ogni più nefasta previsione, il clima inclemente l'ha fatta da padrone. Nel momento “topico” della raccolta dell'acacia, a sorpresa, piogge e freddo hanno compromesso il raccolto nella sua totalità. I dati in nostro possesso ci dicono che la perdita è del 90% e le cose non sono andate bene neanche per il castagno. La ripresina con il raccolto dei millefiori ha leggermente attenuato il disastro: si parla, comunque, di perdite di produzione Nazionale che si aggirano fra il 50 e il 70 %.
I primi effetti si vedono già sugli scaffali dei Supermercati: il miele di Acacia del 2013 è venduto a 13,98 al Kg!! il bellissimo e normalissimo Millefiori è venduto a 12,48 al Kg!!
«La colpa è del CLIMA!» … è l'accusa più ricorrente. Ed è un'affermazione che corrisponde al vero. Gli apicoltori sanno bene che una stagione così piovosa non ha permesso alle api di volare in tranquillità sui fiori e, quindi, di raccogliere. Sono stati voli così scarsi che il nostro amico insetto non è riuscito a dotarsi neppure di scorte adeguate. Le api rischiano, allora, di morire anche di fame, per quanto facciano gli apicoltori per nutrirle. Un interrogativo. Chi ha contribuito fortemente ad alterare il CLIMA? L'uomo, non ci sono dubbi. Però, non solo di clima si deve parlare ma anche di patologie che stanno decimando gli alveari e che entrano in sinergia con il CLIMA: un effetto di moltiplicazione dei danni e delle mortalità devastante.
Che fare per avere un CLIMA più a misura d'AMBIENTE e degli organismi viventi che popolano il Pianeta? Innanzitutto, rivedere i metodi agricoli che tanto inquinamento determinano, rendere più ecologica la produzione industriale, lo smaltimento dei rifiuti e il traffico urbano. Ora, poi, con l'arrivo dell'inverno e l'accensione dei riscaldamenti gli effetti negativi peggioreranno vieppiù. Tanto per cominciare è questo che chiede ANAI alle Istituzioni a nome degli apicoltori. Molti vorrebbero che fosse dichiarato lo stato di CALAMITA' e di riflesso chiedere i finanziamenti a pioggia che, di fatto, vanno a finire nei soliti inutili rivoli. A.N.A.I., di contro sta lavorando per avere AGEVOLAZIONI FISCALI che in un anno di non produzione significherebbe tanto; maggiore protezione contro l'importazione di miele da altri paesi che renderebbe più asfittico il mercato interno. Il pericolo per la produzione interna arriva anche dalle sanzioni imposte da Europa e America alla Russia per la questione Ucraina. La Russia ha varato delle contro sanzioni sull'importazione di prodotti italiani e dei paesi dell'Est. Il rischio? Calo del Made in Italy e arrivo in Italia di tanti prodotti dell'Est, miele compreso; maggiori attenzioni verso i produttori di casa nostra; agevolazioni nell'acquisto dei farmaci.
E come sottacere la crisi economica che sta mettendo fortemente in discussione l'acquisto proprio dei farmaci: mi spaventa un eventuale ritorno all'utilizzo di sostanze non consentite.
Vorrei ricordare alle Istituzione che il settore del miele, in Italia, si attesta su un volume di affari che sfiora i 3,5 miliardi di euro. E' chiaro che nel dato ho inserito il servizio di impollinazione che le api garantiscono all’agricoltura. Vorrei ricordare alle Istituzioni che nel comparto miele operano 50.000 apicoltori e tanti altri addetti nell'invasettamento e alla commercializzazione. Vorrei ricordare alle Istituzioni che in Italia ci sono più di 1 milione di alveari per un livello produttivo che tocca circa i 200.000 quintali di miele l’anno e i prodotti apistici valgono, come mercato, 70 milioni di euro. Vorrei ricordare, ancora, alle Istituzioni che anche grazie ad A.N.A.I. stanno entrando in Apicoltura tanti giovani e che l'Apicoltura è in grado di fornire il suo contributo all'occupazione. E' chiaro che ora con la crisi produttiva il fenomeno rischia di fermarsi. Infine, vorrei ricordare alle Istituzioni che la mancata impollinazione creerà problemi produttivi anche all'Agricoltura. Vi sembra poco tutto ciò?

E non basta. Due province hanno da presentare un bilancio ancor più disastroso: si tratta di Lucca e Pisa. A causa dei furti a raffica subiti da ben 21 (VENTUNO) Aziende per un danno economico che supera il MILIONE di EURO: si supera la soglia del 70 % di mancata produzione. E' amara la soddisfazione che i responsabili siano stati individuati. Lo Stato ci ha presentato lo stesso il salatissimo conto IRPEF.
Un grazie va all'Arma dei Carabinieri, ma chi a fianco a Noi Apicoltori ha permesso il recupero di 236 arnie con api e melari e di circa 60 arnie che galleggiano nei fiumi sono stati gli uomini e le donne del Corpo Forestale dello Stato, esempio di attaccamento al Servizio e dovere versi i cittadini.
 
(by Sergio D\'Agostino Rossi, presidente ANAI - 9.09.2014)