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Il mondo delle api a misura d'uomo
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Cambiare il mondo a piccoli passi. Anzi: microscopici
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In un momento storico in cui la fuga dei cervelli diventa una vera e propria questione sociale, piuttosto che una semplice scelta personale, pare che in Italia sia ancora possibile tenere acceso il lumicino della speranza e confidare nell’innovazione che salverà il mondo. Tutto nasce da un piccolo ma non insignificante batterio presente nelle api, grazie al quale un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto il sistema per pulire ecologicamente i monumenti del Bel Paese corrotti dall’inquinamento atmosferico. Così, grazie ai finanziamenti ottenuti dal Premio Gaetano Marzotto e la collaborazione dell’Università di Milano, Annalisa Balloi e Massimo Marzorati hanno dimostrato come il microrganismo in questione, presente nell’intestino delle api, sia in grado di rimuovere le croste che non solo sporcano, ma rovinano pericolosamente il materiale di cui sono composti i monumenti, rispettando in più la patina “nobile” dovuta al suo naturale invecchiamento.
«So benissimo che i batteri non godono di una buona nomea: è dai tempi d Pasteur che l’uomo li combatte – afferma Annalisa – Il punto è che i batteri utili sono molti di più di quelli che si possa immaginare e il fatto che, se opportunamente gestiti, possano essere una risorsa capace di fornire un servizio all’uomo è un concetto che già da tempo si è fatto strada nel modo della ricerca, ma che nella realtà comune non è ancora diffuso».
Le opere d’arte e i monumenti presenti nelle città, come si sa, sono spesso soggetti ad alterazione a causa dell’inquinamento. Fino ad oggi, i trattamenti adottati nel tentativo di rimuovere tali alterazioni, e riportare le opere alla loro originaria bellezza, sono stati a base di prodotti chimici o mezzi meccanici che hanno il limite di non essere selettivi con l’alterazione, di aggredire anche la superficie nobile ed di essere pericolosi per l’operatore e l’ambiente.
Di contro, grazie all’impiego di cellule microbiche è stato possibile sperimentare una tecnica non solo originale, ma innovativa ed eco-sostenibile. Ed ecco perché, con la loro star up di biotecnologie, Annalisa e colleghi puntano a creare sempre più prodotti di uso quotidiano a base di “batteri buoni”.
Anche in Italia, nonostante tutto, è ancora possibile sperimentare e inventare nuovi modi di guardare alle cose e risolvere problemi, e questo è certamente un esempio concreto di coraggio e speranza. Sapere che oggi, nel nostro Paese, ci sono persone che dimostrano con i fatti di credere nel valore dell’innovazione, dà un po’ di respiro a chi vuole creare il proprio futuro puntando sulle competenze, sullo spirito di iniziativa e sul rispetto del nostro patrimonio, sia esso culturale o ambientale.
 
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(by www.sostenibile.com - 8.04.2014)