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Api trevigiane nel Feltrino «Rispettate le regole»
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Cesiomaggiore, l’associazione Aperina invita ad aprire un confronto.
Nel mirino il “nomadismo” delle arnie e i rischi per gli alveari autoctoni




Anche le “regine” hanno il marchio doc a Cesiomaggiore (BL). Ma per mantenere la purezza delle api carniche che a Faibon, in Val Canzoi, trovano un habitat favorevole, si dovrebbe evitare ogni tipo di promiscuità e di contaminazione.
Gli apicoltori del basso Veneto e primi fra tutti i trevigiani, ad esempio, avrebbero tutto l'interesse a portare le arnie in zone non corrotte dai fitofarmaci che si utilizzano in agricoltura. E hanno fatto richiesta ai colleghi della Valbelluna, che non chiudono le porte agli estranei, almeno per quanto riguarda Cesiomaggiore, ma elencano le regole da rispettare. Che consistono nel posizionare arnie non oltre il limite geografico di Ponte Serra, località Le Montagna e Cullogne, e non nelle vicinanze dell'incubatoio “doc” nella parte alta della valle, nel periodo fra il 15 maggio e il 30 settembre, quando cioè avviene la selezione delle selezioni.
Per ribadire questo aspetto, oltre che per fornire utili elementi di conoscenza agli associati di Aperina e dintorni, il sodalizio cesiolino guidato da Remo Corona ha organizzato per venerdì alle 20,30 nella sala comunale di Cesiomaggiore, un incontro su “Nomadismo e apicoltura stanziale” con il medico veterinario dell'Usl 2 Franco Corriani. Lo specialista si soffermerà sulle ordinanze sindacali emanate da alcuni Comuni del Veneto e delle conseguenze che derivano dalla loro applicazione. Ad esempio, nel caso di Cesiomaggiore, era stata proprio l'associazione Aperina a chiedere all'amministrazione comunale una sorta di divieto di accesso ad arnie provenienti da fuori.
«Alcuni anni fa abbiamo cominciato a selezionare api regine autoctone, provenienti da apiari della vallata feltrina, individuando quelle con le maggiori caratteristiche di docilità, produttività e piena adattabilità al clima del territorio feltrino», spiega Remo Corona. «Ma per allevare api regine selezionate in purezza, è fondamentale posizionare gli alveari a non meno di sei, sette chilometri di distanza da altri apiari. Località Faibon è il luogo migliore per un'ulteriore selezione che inizia il 15 maggio e termina il 30 settembre. Noi non opponiamo resistenza a chi vuol far respirare aria buona alle loro api, come i trevigiani che hanno chiesto di venire da noi. Facciamo solo presente che c'è un regolamento e che questo va rispettato».
Se un alveare nomade viene posizionato a meno di sei chilometri da quello stanziale, oltre che invalidare la selezione, può esporre le “famiglie” di api anche a contaminazioni patologiche, come quella provocata dal parassita varroa che due anni fa ha falcidiato intere nidiate e compromesso la produzione di miele. Mentre l'anno scorso un altro flagello si è abbattuto sulle arnie: il freddo che di primaverile non aveva nulla, proprio nel periodo cruciale della suzione di nettare da parte dei laboriosi imenotteri.
 
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(by Laura Milano, corrierealpi.gelocal.it - 20.03.2014)