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“Venite a curarvi a tavola Con fritti, vino e tiramisù”
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Tutto bene. Potrebbe essere un bel viatico per recuperare il rapporto con il cibo, in un periodo in cui la fanno da padrone le diete.
Un neo e non da poco: non ci sembra che tra gli alimenti compaia sua maestà il “Buon Miele Italiano”. Magari ci sbagliamo e le cose non stanno così. Come che sia, Apitalia ricorda a Maurizio Nocchi di considerare anche il Miele, un alimento dalle mille virtù che infonde buon umore e favorisce la convivialità



Il primo approccio con Marzio Nocchi è un po’ ansiogeno: «Lo sa quanti morti hanno fatto le patologie cardiovascolari nel 2005? Diciassette milioni e mezzo in tutto il mondo, vale a dire il 30% dei decessi globali. Nel 2015, i morti per ictus e infarto saranno venti milioni. E i tumori? Quasi otto milioni di morti nel 2007, nove milioni previsti nel 2015. Vogliamo parlare del diabete?». Parliamone. «Ogni anno, nel mondo, ci sono più di sette milioni di nuovi casi: uno ogni cinque secondi. E poi: l’80 per cento degli over 65 ha almeno una malattia cronica, 155 milioni di bambini sono in sovrappeso, 45 milioni di loro sono obesi...».
Stooop! Un bel respiro profondo. Abbiamo capito. Ci ammaliamo perché mangiamo male. Ingurgitiamo in modo compulsivo. Compensiamo a tavola ogni nostra frustrazione. Spesso nella nostra giornata abbiamo solo due obiettivi: il pranzo e la cena. D’accordo. Ma se ci togliete il piacere della tavola, che cosa ci resta? È qui che Marzio Nocchi ci viene in soccorso.
Ha inventato un sistema per curarci mangiando. E mangiando bene. Eravamo abituati a una crudele legge di natura per cui, quando siamo malati, dobbiamo infliggerci anche un’altra sofferenza: mangiare una bella pastina, o un semolino; se va bene, un riso in bianco. Invece adesso Marzio Nocchi apre una catena di ristoranti dalla filosofia opposta. Mangiar bene per star bene. Mal di stomaco? Eccoti un bel fritto. Intestino pigro? Mangia una carbonara. Che meraviglia...
 
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(by La Stampa - 14.11.2013)