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8 italiani su 10 non amano gli Ogm
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La decisione del Governo ha il sostegno di quasi otto italiani su dieci (76 per cento). Chi sono? Si tratta di persone che si sono dette contrarie all’impiego di Organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura, con un aumento del 14 per cento, rispetto allo scorso anno. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dell’ultimo sondaggio Ipr marketing, in riferimento all’approvazione, in Consiglio dei ministri, del Decreto interministeriale che vieta, nel territorio nazionale, a salvaguardia della diversità biologica, la coltivazione di varietà di mais MON810, provenienti da sementi geneticamente modificate. «La difesa della distintività italiana deve essere una priorità della politica perché da essa dipende l’esistenza stessa del Made in Italy che è il nostro petrolio, il nostro futuro, la nostra leva per tornare a crescere nell’alimentare e non» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini, nel commentare positivamente la firma del decreto che è – aggiunge - «l’unico strumento di cui disponiamo per risolvere definitivamente e rapidamente la questione». Si tratta - precisa Marini - di un grandioso successo che premia l’impegno degli agricoltori della Coldiretti per affermare un modello di sviluppo sostenibile che ha garantito all’Italia primati nella sicurezza alimentare e nella tutela ambientale che tutto il mondo ci invidia. In questa occasione – ha continuato Marini - voglio ringraziare i ministri firmatari del Decreto, la Conferenza delle regioni che ha approvato l’ordine del giorno a tutela della biodiversità e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari che alla Camera e al Senato hanno firmato una apposita mozione, ma anche tutti i movimenti e le associazioni che insieme a noi nella task force “Liberi da Ogm”, senza ambiguità hanno combattuto in questi anni per difendere l’agricoltura dalle contaminazioni. Gli Organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura – ha concluso Marini - non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy
Il Decreto consente, finalmente, l’adozione - spiega la Coldiretti - di misure provvisorie di emergenza che si sostanziano nel divieto di coltivazione ai sensi dell’art. 34 del Regolamento 1829/2003 e dell’art. 54 del Regolamento 178/2002, in conformità con la procedura di cui all’art. 53 del Regolamento 178/2002, in attesa che l’Unione europea intervenga con specifiche azioni entro 18 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento. L’Italia si allinea, pertanto, al quadro degli interventi assunti dal ministro dell’agricoltura francese, in data 16 marzo 2012, per impedire anche nel proprio territorio la messa a coltura del mais MON810. Sono recentissimi e allarmanti, infatti, i dati riportati dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA) nel dossier che individua gli impatti della coltivazione del mais MON810 sulle popolazioni di lepidotteri e sugli imenotteri parassitoidi, così come preoccupanti risultano i rischi legati alla diffusione di parassiti secondari potenzialmente dannosi per altri tipi di colture. Un ulteriore studio condotto, di recente, dall’Istituto federale di tecnologia di Zurigo conferma i danni della coltivazione di OGM sulle larve di coccinella, soggette ad un rischio maggiore di mortalità.
Vale la pena ricordare che – sottolinea sempre la Coldiretti - sono già 8 i Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Ungheria, Grecia, Bulgaria, Polonia, Austria) che hanno adottato la clausola di salvaguardia per impedire la contaminazione dei propri terreni. In Europa - chiosa la Coldiretti - sono rimasti solo cinque paesi (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania) a coltivare Ogm, con 129mila ettari di mais transgenico piantati nel 2012. Una percentuale irrisoria della superficie agricola comunitaria pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati ISAAA.
 
(by Coldiretti - 12.07.2013)