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Nuovo studio americano: il mais ogm conterrebbe sostanze tossiche per la salute
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Nel febbraio 2007, Beppe Grillo ci consenti di usare la sua foto per la Campagna “L'ape non apprezza gli Ogm” e continuiamo a ringraziarlo. Noi continuiamo nella nostra opera di informazione: gli Ogm non fanno male solo a noi ma all'ambiente e l'ape. E senza api e ambiente la Terra non ha futuro
Uno studio condotto dalla società statunitense “Profit Pro”, specializzata nella produzione di mais, indica che le piante Ogm conterrebbero elementi chimici assenti nelle piante naturali e potenzialmente pericolose per la salute. Il nuovo rapporto intitolato “2012 Com Comparison”, pubblicato a marzo dall'americana “Profit Pro”, sostiene che le piante di mais geneticamente modificate conterrebbero alcuni elementi potenzialmente tossici normalmente assenti nelle piante naturali. Tra questi elementi, l'americana cita in particolare cloruri, formaldeide e glifosato. L’evidenza scientifica sugli effetti cumulative del glifosato evidenzia seri problemi sanitari, come carcinogenesi, alterazioni endocrine, danni al Dna, tossicità a carico del sistema neuronale o di fegato e reni anche al disotto dei limiti consigliati per l’agricoltura, come sottolinea la D.ssa Mae-Wan Ho.

Numerose sono le differenze riscontrate nello studio comparativo tra le piante geneticamente modificate e le varietà convenzionali poiché i benefici nutrizionali del mais naturale andrebbero persi dopo che la pianta è stata ingegnerizzata: le piante non-transgeniche testate contenevano 437 volte più calcio, 56 volte più magnesio e 7 volte più manganese delle piante Ogm. «Questo prova che l'affermazione secondo cui non c'è alcuna differenza tra il mais Ogm e il mai non-Ogm è falsa», ha spiegato Zen Honeycutt.
Il rapporto arriva poco dopo la firma del presidente Obama a un disegno di legge noto sotto il nomignolo “Monsanto Protection Act” che contiene una disposizione che protegge da ogni controversia le aziende agro biotecnologiche, quali la Monsanto.
 
(by Bioagricoltura Notizie (Aiab) - 24.04.2013)