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Il mondo delle api a misura d'uomo
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Pianeta colza
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Riceviamo e pubblichiamo.
Un cittadino che vuole mantenere l'anonimato. Aperti al contributo a chi ha da ribaltare tali valutazioni


La colza dell'azienda agricola Maccarese Spa, della famiglia Benetton, non dà nettare e polline per attirare così le bottinatrici delle api. La colza sappiamo tutti che attira le api e l'apicoltore riesce a produrre miele di colza e grazie alla colza riesce a fare nuove famiglie d'api, per reintegrare così le famiglie morte nel periodo autunnale e invernale. Perché si permette in agricoltura di seminare la colza che non fa nettare e polline? Visto che a Maccarese siamo nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e visto che per mettere la colza hanno preso dei contributi per ettaro, dall'AGEA, fondi della Comunità europea, si dovrebbe obbligare le aziende agricole a seminare la colza e il girasole che producono nettare e polline? A Maccarese, negli anni '80, vi erano 500 alveari circa e si faceva miele millefiori, medica, girasole ed eucalipto e, per qualche anno, il miele di colza; l'acacia veniva mista con altre fioriture e si vendeva per millefiori. In quel periodo, vi erano dei frangiventi di acacie ed eucalitto, con sottobosco di rovi, malva, ravizzone, trifoglio, ecc. Nei canali, ad aprile, maggio fino a metà giugno, vi erano fiori a volontà (trifoglio, malva, ravizzone, papaveri, ecc). Ricordo che nel 1988 ho smielato, il 15 maggio, miele di colza e in alcune famiglie ho tolto 3 melari di miele di colza. A fine giugno, invece, ho raccolto, in alcune famiglie, 3 melari di miele millefiori che era misto con il miele di medica e girasole; alla fine di luglio smielavo il miele di eucalitto, in alcune famiglie 3 melari. In 5 famiglie ho smielato 9 melari per ciascuna famiglia, mentre le altre famiglie, più piccole, mi hanno dato dai 5 ai 7 melari; gli sciami naturali di maggio mi hanno dato da 1 a 3 melari. Sembra fantascienza, quando lo racconto non ci crede nessuno. Poi è arrivata, dal '97, con la vendita dell'azienda Maccarese, che era dell'IRI, alla famiglia Benetton ed è cambiato il sistema di praticare l'agricoltura: taglio dei frangiventi di acacie ed eucalitto, eliminazione dei fossi per fare spazio a campi con lunghezza fino a 3000 metri. Prima delle semine del granoturco, diserbo con il Roundup e poi seme conciato con imidacloprid o thiametoxam, quando si poteva ancora usare. I fossi di scolo sono stati abbondantemente eliminati e quelli che ci sono vengono diserbati con il roundup; i canali d'irrigazione negli anni '80 venivano falciati, a mano, una volta l'anno e vi erano possibilità che si sviluppassero delle piante erbacee che potevano fiorire. Oggi, invece, il Consorzio Tevere e Agro romano passa con questi trattori ed escavatori attrezzati con braccio con trincia stoppie, 2 volte l'anno, e guarda caso mentre è in atto la fioritura delle piante erbacee e siamo in nidificazione di folaghe, anatre, fagiani, ecc. L'erba medica, oggi, con questi trattori super accessoriati, appena inizia la fioritura, viene in pochissimo tempo falciata e così le api non riescono a bottinare questi fiori. Gli eucalitti sappiamo tutti del problema che hanno. I gruccioni sappiamo tutti i problemi che comportano. Noi apicoltori della zona abbiamo fatto una mozione, 2 anni fa, al nostro comune di Fiumicino, perché essendo nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e i gruccioni sono protetti non possiamo sparargli, doveva risarcirci dei danni arrecati dai gruccioni. Quando c'è stata la riunione per discutere della mozione, la maggior parte dei consiglieri e degli assessori ha abbandonato la riunione. Quando chiami le istituzioni per intervenire contro i potenti che fanno insetticidi o diserbanti, non secondo le regole ,vedi che le istituzioni non fanno il proprio dovere. Nel 1980, a Maccarese, c'erano 500 alveari circa e c'erano 10 apicoltori. E oggi? Ci sono 50 alveari e circa e 3 apicoltori. Se questa è l'apicoltura non credo che ci sia un futuro.
 
(by Apitalia - 8.04.2013)