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Domanda
Sulle etichette del miele e degli altri prodotti alimentari si può mettere soltanto il marchio registrato? Si può, inoltre, indicare al posto del nome il numero d’iscrizione nel registro delle ditte della Camera di commercio?

Risposta
L’indicazione del marchio registrato è facoltativa e ammessa in alternativa al nome o ragione sociale del produttore e/o confezionatore e/o venditore con sede in Europa, ovvero del soggetto che assume la responsabilità sulle informazioni fornite in etichetta. Occorre, però, anche indicare la sede dello stabilimento di produzione e/o confezionamento completata dall’indirizzo, se non coincide con la sede dell’impresa indicata in etichetta. (Direttiva 2000/13/CE - Decreto legislativo 109/1992. Art. 3, punto 1, lett. E - Decreto Legislativo 109/92).

Attenzione
Del marchio non se ne può fare un uso improprio. La Cassazione civile si è pronunciata in merito: «In tema di confezionamento e pubblicità degli alimenti, costituisce violazione dell'art. 2 del d.lgs., 27 gennaio 1992, n. 109, l'uso improprio di un marchio registrato, posto in essere dal soggetto mediante l'etichettatura di prodotti non corrispondenti alle indicazioni contenute nel marchio, sì da indurre in errore il consumatore sulle caratteristiche del prodotto, in particolare sulla sua provenienza. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza del tribunale che aveva ritenuto integrata la fattispecie di cui al citato art. 2, nel caso di produzione e vendita di prodotti alimentari vegetali, provenienti da agricoltura convenzionale, con il marchio registrato BIO-ENE, idoneo a indurre in errore il consumatore sull'origine “biologica” dei prodotti). (Rigetta, Trib. Padova, Sez. distaccata di Cittadella, 23/07/2003)
Sez. II, sent. n. 6234 del 13-03-2009 (ud. del 07-12-2008), T.S. c. Cciaa Padova (rv. 607292)».
Per il secondo quesito, preciso che non è possibile sostituire il nome con il solo numero d’iscrizione nel registro delle ditte. Leggasi la seguente sentenza della Cassazione civile:
«In tema di commercio di prodotti alimentari preconfezionati destinati al consumatore, l'obbligo di apporre sulle confezioni le indicazioni previste dalle lettere e) ed f), dell'art. 3 del d.lgs. n. 109 del 1992, è finalizzato a consentire all'acquirente di conoscere ogni elemento atto a individuare la ditta produttrice, e non può ritenersi assolto se, come nella specie, non siano presenti il nome e la ragione sociale del produttore, essendo insufficienti per l'indicazione della sede dello stabilimento o il numero di iscrizione nel registro delle ditte della Camera di commercio (Rigetta, Giud. Pace, Siracusa), Sez. II, sent. n. 15868, del 12-07-2006, (ud. del 02-05-2006), SMIA Santa Maria Ind Alimentari S.R.L. c. Prefettura di Siracusa (rv. 592017)».

Si segnala una sentenza che fa discutere anche perché l’imputato è stato sorpreso a raccogliere due sciami, probabilmente non inseguiti (termine usato dal C.C.), posatesi su cespugli d’un pubblico passaggio:
Il Tribunale di Udine ha pronunciato sentenza di condanna a 4 mesi e 140 euro di multa per la cattura di due sciami, più 1000 euro di risarcimento al Consorzio apistico (Sentenza del 18 maggio 2012, Imp. Zilli, giudice monocr. Qualizza).


L’EFSA (European Food SafetyAuthority) ha individuato una serie di rischi per le api rappresentati da tre insetticidi neonicotinoidi (a noi già noti da anni). La Commissione europea ha chiesto all’autorità di valutare i rischi connessi all’impiego di clothianadina, imadacloprid, e tiamethoxam nel trattamento delle sementi o sotto forma di granuli, con particolare riguardo agli effetti acuti e cronici relativi alla sopravvivenza delle api, sullo sviluppo delle colonie, sugli effetti sulle larve, sul comportamento delle api e ai rischi associati a dosi sub-letaliai dei tre principi attivi.
La valutazione del rischio ha avuto tre diverse osservazioni: 1) Esposizione tramite residui presenti in nettare e polline dei fiori delle piante trattate. 2) Esposizione tramite polvere prodotta durante la semina di sementi conciate o l’utilizzo di granuli. 3) Esposizione tramite residui presenti nel liquido di guttazione prodotto da piante trattate (es. il mais trattato col tiamethoxam).
Intanto, in attesa d’una conclusione, è stato varato un sistema d’intervento apistico chiamato “progetto spia” all’interno del progetto BeeNet, gestito dal Cra-api in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il Dista dell’Università di Bologna e sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Il sistema consente agli apicoltori di segnalare le mortalità e le anomalie delle api. Sos api attiverà immediatamente una squadra di pronto intervento per l’assistenza agli operatori che hanno fatto la segnalazione, relazionandosi anche con il Servizio fitosanitario competente per zona e il Servizio veterinario dell’Asl in maniera da monitorare scientificamente gli allarmi presenti nel territorio.
Nel caso di spopolamenti di alveari, improvvise sparizioni, anomalie biologiche e mortalità eccezionali, e inspiegabili, di api è bene farne subito segnalazione. Il numero telefonico è 051 361466. Risponde una voce registrata che vi chiederà di descrivere il problema e di lasciare nome. Indirizzo e numero di telefono.

Roberto Grillini


Si segnala la Circolare n.4 del 31 maggio 2012 emanata dal Ministero delle Politiche Agricole Forestali e Alimentari con oggetto “applicazione del Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 179, concernente produzione e commercializzazione del miele”. La circolare fornisce ulteriori precisazioni sul miele millefiori.
Non può definirsi “millefiori” un prodotto derivante dalla miscelazione di diversi mieli di origine monofloreale. Il paese o i paesi di raccolta devono essere indicati in etichetta (salvo la dizione di miele italiano) e deve essere garantito il pieno rispetto della tracciabilità delle produzioni.
 
(by Roberto Grillini - 8.02.2013)