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OGM: Italia attiva clausola salvaguardia
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La Commissione Europea non proporrà agli Stati membri di adottare nuove varietà di Ogm per la coltura in campo. Tale decisione è stata accompagnata, a livello nazionale, dall’avvio di procedure per l’attivazione della “clausola di salvaguardia”. L’obiettivo? Scongiurare in Italia qualsiasi rischio di commistione tra Ogm e agricoltura tradizionale o biologica”. Lo ha affermato la Coldiretti, commentando in modo positivo proprio la decisione della Commissione Ue di non “proporre agli Stati membri di adottare nuove varietà di Ogm destinate alle colture in campo, fino a quando non ci sarà una decisione del Consiglio Ue sulla proposta avanzata dall’esecutivo per regolamentare la coltura di Ogm in Europa”. L’attivazione della clausola di salvaguardia è importante per “rimuovere qualsiasi dubbio e preoccupazione circa gli effetti pregiudizievoli che potrebbero discendere da un’eventuale e illecita semina di varietà Ogm”: lo ha scritto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, in un lettera al ministro delle Politiche Agricole. “Il ricorso a tale clausola - ha precisato Marini - è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici”. Non va, poi, sottovalutato che secondo i risultati di un’indagine Coldiretti-Swg, ottobre 2012, circa sette italiani su dieci considerano i cibi con Organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità.
Eppoi, gli Ogm fanno male alle api. E a tale riguardo Apitalia, nel numero 2, 2007 della rivista, testimonal Beppe Grillo, lanciò la Campagna “L’Ape non apprezza gli Ogm”.
Dunque, siamo contenti che i nostri continui appelli per la Biodiversità e la Consegna al ministero della Salute delle miglia di firme della Campagna “Liberi dai Veleni”, non solo da qualche pesticida ma di tutti quelli tossici per l’uomo e le api -, avviata nell’aprile del 2008, comincino a dare i primi frutti. Le api che si nutrono di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) non li apprezzano. Il loro scarso apprezzamento è tale che, dopo un po’, muoiono. Ma prima passano il messaggio. E sui campi OGM non si vede più un’ape. Le api, prima di morire, producono miele OGM. Noi potremmo mangiare miele OGM senza saperlo. Ci farà bene? Lo scopriremo solo morendo. Ricordiamo che in Italia non ci sono coltivazioni Ogm ma solo alcuni siti sperimentali. Per quanto riguarda gli alimenti e la mangimistica è tollerato fino allo 0,9 per cento di Ogm, a condizione che si tratti di una contaminazione accidentale e tecnicamente inevitabile ma non per dolo del produttore (miscelazioni) e non su tutte le partite di prodotto (vale solo per mais e soia). E’ il bello dell’OGM. Stupisce sempre. Noi continueremo ad essere vigili e informeremo gli apicoltori sull’andamento delle questioni che abbiamo messo sul tavolo delle istituzioni. Il dialogo per cambiare alcuni aspetti legislativi è la prima condizione per centrare gli obiettivi. E diciamo che le istituzioni sono assai attente.

Per approfondire le problematiche delle due campagne basta cercare nel motore di ricerca di www.apitalia.net
 
(by Apitalia - 23.01.2013)