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Apitalia a Palazzo Valentini: le considerazioni dell'A.N.A.I.
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Ill. mi Signori,

nel ringraziarvi per l’accoglienza ricevuta in occasione del Convegno, da Voi organizzato, dal titolo “Progettiamo l’Apicoltura del futuro”, presso la sede della Provincia di Roma, in virtù del fatto che non mi è stato possibile (per ordine di intervento) avere possibilità di replica, ritengo doveroso fare alcune considerazioni.

1. Dolente per le terminologie utilizzate, per altro inutili, inopportune, mancanti di rispetto verso gli organizzatori, i presenti e il luogo dove eravamo, tutti, ospiti. Dunque, prendo, nettamente, le distanze dai Presidenti di UNAAPI e FAI per i termini “scurrili “ adottati e per l’attacco personale indirizzato alla persona del Direttore Editoriale Massimo Ilari …” Sei uno sbandato. Non ti affiderei le chiavi della mia macchina”… così definito da parte del sig. Cirone. In più, c'è stata un'offesa irresponsabile al Progetto ideato dall'Editore Melitense, Fabio Marucchi.

2. La base Sociale mi chiedeva da tempo, con forza, di creare le condizioni per rapporti di collaborazione con UNAAPI e FAI e nel cogliere il Vostro invito ho indirizzato il mio intervento per mettere a disposizione dell’intero comparto apistico le conoscenze e i risultati conseguiti in questi anni da A.N.A.I.

3. Un altro insulto professionale è stato indirizzato al Vice Presidente di A.N.A.I. , PierLuigi Pierantoni, circostanziato alla Nuova legge della Regione Marche che è andata a definire nuovi parametri per l’apicoltura, una legge che, a loro dire, “porterebbe alla morte l’apicoltura stessa”.

4. Per quanto mi riguarda, oramai, sono abituato alle offese e non è certo qualcuna in più che mi fa perdere il sonno. Guardo, piuttosto, alla qualità di chi le formula. La stima altrui me la conquisto giorno per giorno, rispettando le persone e soprattutto rispettando idee diverse dalle mie… Poi, c’è chi fa confusione con la democrazia, credendo che sia valida solo la sua.

5. E’ tempo che si inizi a guardare la realtà delle cose. Forse, qualcuno confonde la favola dell’Ape Maya con le nostre api, quelle vere, e non si cura del loro benessere. La profezia dei Maya si è dimostrata una “bischerata” e qui nessuno ha tempo per le profezie dei “novelli” Maya.

6. Posso capire che la legalità è una cosa ostica, per qualcuno; ma nella nostra Repubblica è un tema fondamentale ed è inaccettabile essere irriverenti nei confronti delle persone e della legge.
Ringrazio tutti i presenti per non aver raccolto le provocazioni, dimostrando con il silenzio una naturale indignazione.
 
(by Sergio D’Agostino, Presidente A.N.A.I - 21.01.2013)