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Risoluzione per l’Apicoltura
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Spett.le Redazione di APITALIA,
Il giorno 13 Dicembre 2012 una delegazione di A.N.A.I. composta dal dottor Massimo Ilari (Direttore Editoriale Apitalia), dal professor Francesco Maria Tolomei (Consigliere Nazionale) e dal presidente Sergio D’Agostino si è incontrata con la On. Amalia Schirru (PD), in relazione alla Risoluzione per l’Apicoltura che è stata presentata in Parlamento.
Si è addivenuti a questo Documento dopo un lavoro complesso improntato a un comportamento collettivo costruttivo. Grazie all’azione attenta e incisiva la On. Schirru ha avuto la capacità di coinvolgere nel lavoro ben altri nove Deputati che hanno contribuito alla stesura del Documento cui il Presidente D’Agostino rivolge un sincero ringraziamento non solo a nome dei Soci di A.N.A.I., ma anche da parte dei tantissimi Apicoltori che ancora non fanno parte della Componente.
Sempre il Presidente D’Agostino, tiene a sottolineare che il Documento è parte di un lavoro ben più complesso con una ricerca Bipartisan in tutte le componenti Parlamentari e già pubblicate su Apitalia.
Non si vogliono ingenerare false speranze, si è all’inizio di un lavoro ancora lungo e complesso che richiederà sempre più scelte condivise. L'obiettivo è sempre lo stesso: un benessere diffuso di tutta l’Apicoltura e quella ricerca di partecipazione sempre più diffusa da parte degli Operatori del Settore, cosa che tra l'altro ha sempre contraddistinto il lavoro di A.N.A.I.
Nell'inviare i più cordiali saluti.



Laura De Medici - Segreteria di A.N.A.I.


Risoluzione Presentata

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-01069, presentata da ANNA MARGHERITA MIOTTO, giovedì 13 dicembre 2012, seduta n.734.

La XII Commissione, premesso che: il Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 «Regolamento di polizia veterinaria»; la O.M. 21 aprile 1983 «Norme per la profilassi della varroasi»; la O.M. del 17 febbraio 1995, recante «Norme per la profilassi della varroasi»; la Risoluzione del Parlamento europeo del 9 ottobre 2003 sulle difficoltà incontrate dall’apicoltura europea; l’Ordinanza del Ministero della salute del 24 aprile 2004 «Norme per la profilassi di Aethina tumida e Tropilaelaps sp.; la Risoluzione del Parlamento europeo del 22 aprile 2004 sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alle azioni nel settore dell’apicoltura; il decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193 «Attuazione della direttiva 2004/28/CE recante codice comunitario dei medicinali veterinari»; il Regolamento (CE) N. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007 «recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli»; la Risoluzione del Parlamento europeo del 20 novembre 2008 «sulla situazione nel settore dell'apicoltura»; la Relazione scientifica dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dell’11 agosto 2008; e la Relazione scientifica commissionata e adottata dall’EFSA il 3 dicembre 2009, ambedue sulla «mortalità e sorveglianza delle api in Europa»; il decreto del 4 dicembre 2009 del Ministero della salute, recante «Disposizioni per l’Anagrafe Apistica Nazionale», istituita di concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; la Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2010 «sulla situazione nel settore dell’apicoltura»; la Direttiva 2010/21/UE della Commissione, del 12 marzo 2010, «che modifica l’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda le disposizioni specifiche relative a clothianidin, tiametoxam, fipronil e imidacloprid»; la Comunicazione della Commissione del 6 dicembre 2010 «sulla salute delle api» (COM(2010)0714); il Regolamento (UE) N. 37/2010 della Commissione del 22 dicembre 2009 «concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale»; le Conclusioni del Consiglio europeo del 17 maggio 2011 «sulla salute delle api»; la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 novembre 2011 «sulla sanità delle api e le sfide per il settore apistico»; la Comunicazione della Commissione del 3 maggio 2011 intitolata «La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020» (COM(2011)0244) hanno come obiettivo generale di tali normative è da un lato quello di garantire la sanità ed il benessere degli animali e dall'altro quello di garantire la salubrità degli alimenti nonché di tutelare la salute dei consumatori dal rischio di assumere con gli alimenti di origine animale residui di sostanze ad attività farmacologica; a livello europeo l’Italia rappresenta uno dei principali Paesi produttori di miele. Ad oggi l’apicoltura ha raggiunto sul territorio nazionale la ragguardevole cifra di circa 1.175.000 alveari, con una produzione di miele pari a 23.000 tonnellate/annue. Di queste, 3.000 tonnellate sono destinate all'esportazione, la restante quota è destinata al mercato interno che comunque non è soddisfatto e importa ogni anno altri 15.000 tonnellate dall’estero. In definitiva ogni anno circa il 43 per cento del miele consumato in Italia è importato. Questo dimostra il fatto di come il settore possiede ancora ulteriori interessanti prospettive per un suo ulteriore sviluppo; negli ultimi decenni il settore dell’apicoltura è stato gravemente minacciato a livello globale da fenomeni di spopolamento e morte delle api a causa di una combinazione di fattori relazionati sia all’introduzione di patogeni esotici (es. Varroa destructor, Nosema ceranae, virosi quali IAPV, KBV e altro) che all'aumentata virulenza di determinati agenti eziologici, in primis di Varroa destructor e le virosi associate.
A questi si sono aggiunti poi altri fattori quali: le modificazioni climatiche, l'impiego e lo sviluppo di prodotti fitosanitari particolarmente tossici per le api, associati a tecniche agricole non sostenibili; nel 2010, anno europeo della biodiversità, è stato dichiarato su scala mondiale che si osservano perdite per quanto concerne gli apoidei tra cento e mille volte più rapide del normale.
Un simile allarme è stato dato anche dalla FAO che ha avvertito la comunità internazionale dell’allarmante riduzione di insetti impollinatori, tra cui le api mellifere; il settore dell’apicoltura, produzione sostenibile nell’ambito del mondo rurale, svolge una funzione strategica per il miglioramento ed il mantenimento della biodiversità, ed una sorta di «pre-requisito» a garanzia delle produzioni agrozootecniche e della sopravvivenza dell’uomo stesso. Va infatti considerato che l'84 per cento delle specie di piante ed il 76 per cento della produzione alimentare in Europa dipendono in larghissima misura dall’impollinazione ad opera delle api. Per tale motivo il valore economico dell'impollinazione risulta essere tra sette e dieci volte maggiore del valore del miele prodotto; a fronte dell'emergenza sanitaria che si è presentata, l'apicoltura moderna deve rapportarsi con una normativa veterinaria antiquata e con una inadeguata disponibilità di presidi terapeutici registrati per le api, impegna il Governo:
tenendo conto che l’utilizzo dei farmaci finalizzati alla cura di una patologia di animali produttori di alimenti, destinati alla alimentazione umana ed animale, non può scostarsi dalle norme che ne sanciscono la correttezza e la salvaguardia della salute umana, a prevedere, iter semplificati di autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) di farmaci veterinari destinati alle api:
a) riducendo i tempi previsti per la AIC;
b) prevedendo tariffe agevolate per la AIC;
c) semplificando le procedure autorizzative e ammettendo alcune deroghe semplificative a quanto richiesto dagli articoli 6, 7 e 8 del decreto legislativo 193/2006;
d) prolungando il «periodo di protezione» per le nuove AIC di farmaci veterinari registrati per le api (comma 5, articolo 13 decreto legislativo 193/2006);
c) prevedendo una tariffazione ridotta per la realizzazione delle prove cliniche da realizzare sulle api per la sperimentazione clinica di nuovi principi attivi da poter impiegare per la lotta alle malattie delle api;
a richiedere all’Agenzia europea dei medicinali (European Medicines Agency - EMeA) la realizzazione di una fase di ricerca avanzata che studi anche eventuali nuovi principi attivi e conseguenti (LMR) limiti massimi residuali di farmaci potenzialmente impiegabili per l’immediato futuro in apicoltura;
a definire interventi di cura attraverso una procedura semplificata di autorizzazione per l’importazione ed introduzione degli antagonisti biologici e l’uso di acaricidi utili per combattere parassiti vegetali ed animali che provocano gravi danni alla produzione agricola; ad assicurare, nell’ambito dei finanziamenti destinati alla sanità ed ai diversi settori zootecnici, sufficienti risorse da dedicare all’apicoltura per la messa a punto di nuove metodiche per la diagnosi, nuovi strumenti terapeutici e nuovi protocolli di intervento da applicare per le più gravi malattie delle api; promuovere per quanto di competenza l’insegnamento della patologia apistica;
a modificare e, se necessario a sostituire con un nuovo decreto, data la mutata situazione epidemiologica delle diverse patologie riguardanti le api, il Regolamento di Polizia Veterinaria (decreto del Presidente della Repubblica n. 320 del 1954), in quanto gli articoli n. 154, 155, 156, 157 e 158 del suddetto Regolamento, prevedono misure troppo restrittive e non risolutive per il settore apistico.

«Miotto, Schirru, Servodio, Sposetti, Viola, Marrocu, Zucchi, Bellanova, Oliverio, Rampi».
 
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(by Laura De Medici, Segreteria di A.N.A.I. - 21.12.2012)