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Apicoltori in ginocchio nel viterbese
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Centinaia gli alveari, nel viterbese, spazzati via da acqua e fango; difficili prospettive di ripresa

Centinaia di alveari, ben popolati, spazzati via dalla furia delle acque in tutta la provincia con perdite rilevanti e difficili prospettive di ripresa. Questo il triste bilancio presentato dalla Coldiretti sul settore fondamentale per il ciclo naturale: l'apicoltura.
Una conta dei danni, che purtroppo continua a crescere e al momento è stimata intorno a venti milioni di euro per l’agricoltura e almeno 10 milioni di euro per i consorzi di bonifica, iniziata all'indomani della terribile alluvione che ha colpito il Viterbese e ha messo in ginocchio migliaia di aziende della provincia.
L'apicoltura, comparto spesso trascurato, ma di particolare importanza per il Viterbese, in questi ultimi anni ha saputo cogliere e interpretare le esigenze di un’apicoltura moderna e nazionale, valorizzando le risorse nettarifere tipiche del territorio, producendo mieli straordinari, premiati nei concorsi nazionali, ma soprattutto dai consumatori.
Per far fronte a una situazione definita “drammatica'”, la Coldiretti ha avanzato una serie di proposte: dal riconoscimento dello stato di calamità naturale alla facilitazione dell'accesso al credito; dalla riapertura dei termini per le cambiali agrarie alla riapertura di alcuni bandi del Psr per la viabilità per finire con la sospensione del versamento della seconda rata dell'Imu.
 
(by Apitalia 16.11.2012)