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Il Cialtrone anonimo
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E' arrivata in redazione una lettera del Presidente di A.N.A.I., Sergio D'Agostino. Abbiamo il dovere, per i temi che tocca, di elaborare alcune considerazioni. La stessa cosa faremmo per qualsiasi altra Associazione. Siamo qui. La filosofia di Apitalia? Essere il giornale dell'apicoltura italiana, senza tener conto degli schieramenti. Purtroppo c'è qualcuno, al di là dell'appartenenza politica, che interpreta l'apicoltura secondo categorie del ventennio. E veniamo ai fatti. Leggiamo insieme un brevissimo stralcio della lettera: «Mi hanno riferito che un cialtrone, di cui non hanno voluto riferirmi il nome (ignoro chi sia, ma sempre cialtrone rimane, solo per quanto dice, niente di personale), andrebbe dicendo in giro che l'ANAI non partecipa ai tavoli istituzionali come avente diritto, perché, a suo dire, s'intrufola senza essere invitata...». Ho il dovere di fornire una risposta al Presidente.
Ritengo che si tratti di un'affermazione di una gravità inaudita, meritevole di denuncia. La ragione è semplice, non intendo entrare nel merito della questione. Ammiro le persone che quando hanno da fare delle considerazioni le firmano, con nome e cognome. Gli altri? Degli anonimi, spregevoli vigliacchi, come ricorda Sciascia nei suoi splendidi libri sulla mafiosità. Questo cialtrone lancia il sasso e nasconde la mano: “Se hai coraggio vieni fuori e controfirma le tue affermazioni”. “Dicci a che parte appartieni e dimostra perché le tue carte sono più in regola rispetto a quelle di altri.
Pur non conoscendoti e non sapendo chi sei ritengo che tu sia un baro. Magari puoi contraddirmi e stupirmi con una lettera al giornale, firmata, in cui motivi le tue affermazioni e dimostri le tue credenziali. Altrimenti? Stai zitto, è meglio.
 
(by Massimo Ilari, Direttore Editoriale Apitalia - 15.10.2012)